Discariche e cave/Rifiuti

Rifiuti, “I soldi per la bonifica ……. In auto e lavori al castello”

E’ bizzarro leggere che quasi tutte queste “imprese “ che vengono beccate con le mani nelle nostre tasche si definiscano Pulite, Green, Eco …. logiche ecc. non è che per caso, ma solo per caso di verde ci sia solo il colore dei soldi?

Marino realizza un sopralluogo nello stabilimento Ama di Rocca Cencia

Sei manager di Green Holding, tra cui il figlio dell’imprenditore lombardo, sono accusati di aver sottratto 34 milioni: “La Lamborghini? Provala, poi vediamo se la prendiamo in Polonia”

I soldi che servivano per la bonifica e la post-gestione della discarica sparivano in Lussemburgo. E finivano in auto di lusso, appartamenti e persino un castello da ristrutturare.

Dopo gli arresti ordinati giovedì dalla Procura di Latina nei confronti di sei manager del gruppo Green Holding, colosso lombardo dello smaltimento rifiuti, accusati di peculato per aver sottratto 34 milioni di euro destinati alle bonifiche della discarica Indeco di Borgo Montello, dalle intercettazioni dell’inchiesta della squadra mobile di Latina emergono gli interessi dei “signori dei rifiuti”.

I manager di Green Holding, tra cui Andrea Grossi, figlio di Giuseppe, il “re delle bonifiche” lombardo coinvolto nell’affare Montecity-Santa Giulia, parlano di appartamenti, ristrutturazioni al castello di Brignano Gera d’Adda a Bergamo acquistato dalla holding di Segrate, auto sportive da 450mila euro da immatricolare in Polonia e progetti di “impiantini” da realizzare di fronte all’Ilva di Taranto.

In esclusiva ecco le intercettazioni dell’indagine “Evergreen” dei pm Nunzia D’Elia e Luigia Spinelli della Procura di Latina.

La Lamborghini con targa polacca e il castello

Parlano Andrea Grossi e Vincenzo Cimini, amministratore del gruppo. Il giudice annota che “in altre conversazioni Andrea Grossi riferiva che stava provando un’autovettura sportiva da 450mila euro, paragonabile alla Lamborghini”.
Inoltre, la Green Holding è “proprietaria di un castello a Brignano Gera d’Adda in provincia di Bergamo, acquistato da Giuseppe Grossi padre di Andrea”.

Marino realizza un sopralluogo nello stabilimento Ama di Rocca Cencia

Nell’articolo la trascrizione di una delle telefonate intercettate.

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