Ambiente/Progetti di Finanza e Grandi Opere/Territorio

Il diavolo nel comma: la Orte-Mestre – di Luca Martinelli

C’è un comma, nel decreto Sblocca-Italia, che pare un abito di sartoria cucito su misura per un cliente le cui misure sono troppo abbondanti.

Una strada tra le nebbie del Mose

Una strada tra le nebbie del Mose

Il comma è il secondo dell’articolo 4, e Maurizio Lupi, il sarto lombardo di scuola CL impiegato al ministero delle Infrastrutture, lo ha realizzato appositamente per la Orte-Mestre, la più insensata tra le grandi opere da realizzare su territorio italiano, tra le più dannose per l’ambiente naturale (attraverserebbe una fetta di territorio di circa 400 chilometri, dal Lazio al Veneto), senz’altro, con un costo stimato di circa 10 miliardi di euro, la più cara tra quelle di cui abbiamo contezza.

Più volte, nel dibattito pubblico sorto intorno a fine agosto, alla data del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto, Lupi ha sottolineato l’importanza del decreto perché ci sarebbe una esigenza di “sburocratizzare”.

In questo caso, intervenendo a modificare il “decreto del Fare” del 2013, lo Sblocca-Italia arriva a rimuovere, letteralmente, dal testo di una legge una frase che aveva portato la Corte dei Conti, nel luglio del 2014, a bocciare il progetto dell’autostrada tra Orte e Mestre.

Non un laccio, perciò, e nemmeno burocrazia, ma una norma che -legittimamente- escludeva quest’investimento dalla possibilità di accedere a un “finanziamento pubblico indiretto”, mediante il meccanismo della “defiscalizzazione”.

03 - Orte Mestre

Il Casello incantato
“Il casello incantato” è un video-reportage a passo lento da Mestre ad Orte, lungo i territori che verrebbero attraversati dalla “nuova Autostrada del Sole”, la Orte-Mestre. Quattrocento chilometri per dieci miliardi di euro, dal Veneto al Lazio, attraversando cinque Regioni.

Lo Stato, cioè, non avrebbe potuto farsi carico di una parte dei costi di realizzazione dell’intervento “scontando” al concessionario l’IVA, l’IRES e l’IRAP.

Nei fatti, come spiegano le Schede di lettura elaborate dall’Ufficio studi della Camera dei Deputati, “la norma in commento (il comma 2 dell’articolo 4 dello “Sblocca Italia”, ndr) sembra venire incontro alle richieste della Corte dei conti contenute nella deliberazione n. SCCLEG/16/2014/PREV, con cui è stato ricusato il visto e la registrazione della delibera n. 73 dell’8 novembre 2013 avente ad oggetto l’approvazione del progetto preliminare  del collegamento autostradale E45-E55 Orte-Mestre”.

08 - Orte MestreCancellato il burocratese, e ricordando che la magistratura contabile dello Stato non avanza richieste d’intervento legislativo, ma valuta la congruità degli atti che le vengono sottoposti, il giudizio qui riportato conferma l’intuizione di un comma scritto ad hoc, volto a fomentare un progetto nel quale il ministro Lupi ha investito molto, tanto da annunciare, nel novembre del 2013, che la Orte-Mestre era considerato un progetto prioritario dalla Commissione europea, nell’ambito dei corridoi infrastrutturali delle Reti TEN-T, prontamente smentito dalla Commissione stessa, che ad esplicita domanda di Altreconomia rispose che “the more direct itinerary between Orte and Mestre does not belong to any Corridor but to the TEN-T Comprehensive Network” (“Il collegamento diretto tra Orte e Mestre non fa parte di alcun Corridoio ma della rete di interventi complementari alla rete TEN-T”).

Prima dello Sblocca-Italia, la norma in vigore in materia di defiscalizzazione sanciva almeno che le misure previste non fossero applicabili “agli interventi da realizzare mediante finanza di progetto le cui proposte sono state già dichiarate di pubblico interesse alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

È questo, appunto, il caso della Orte-Mestre, un’opera inserita in Legge Obiettivo (2001) e dichiarata di pubblica utilità nel lontano 2003.
Da sabato 13 settembre, però, tutto è cambiato, grazie appunto all’articolo 4 comma 2 dello Sblocca-Italia, che ha soppresso la frase incriminata.

05 - Orte Mestre

La conversione in legge del decreto cristallizzerebbe questa situazione: la defiscalizzazione è per tutti, anche per un vecchio progetto, che è stato pensato in un altro momento storico ed economico, come la Orte-Mestre.

“Relativamente al collegamento Orte Mestre, le misure di defiscalizzazione, secondo quanto si evince dalla deliberazione della Corte dei Conti, ammonterebbero a circa 9.237 milioni da intendere come limite massimo riconoscibile che non potrà essere superato durante l’intera durata della concessione”.

Oltre 9 miliardi di euro spalmati lungo tutta la durata della concessione, che corrispondono a un beneficio netto (leggasi contributo pubblico) di quasi 2 miliardi di euro, pari al 20 per cento circa del costo totale di realizzazione dell’opera.09 - Orte Mestre

L’idea di costruire un’autostrada tra Orte-Mestre non è un progetto ANAS, ma un’iniziativa privata promossa , tra gli altri, da Management Engineering Consulting (MEC), una società controllata da Vito Bonsignore, già europarlamentare del PDL, oggi elemento di spicco del Nuovo Centrodestra (NCD), lo stesso partito del ministro Maurizio Lupi. Da Nord a Sud, l’autostrada potrebbe attraversare luoghi di pregio paesaggistico, dalla Riviera
del Brenta al primo tratto del corso del fiume Tevere, andando a “sconvolgere” numerose aree protette –dalle valli di Comacchio a quelle del Mezzano, nel ferrarese, e lambendo il Parco nazionale delle Foreste casentinesi.

Il “comma Orte-Mestre”, però, non è l’unico (pericoloso) provvedimento autostradale contenuto nello Sblocca Italia, perché c’è un articolo intero, il quinto, dedicato a “Norme in materia di concessioni autostradali”.

06 - Orte MestreEsso stabilisce che “entro il 31 dicembre 2014, il concessionario
possa avanzare una proposta di modifica del rapporto concessorio anche mediante l’unificazione di tratte interconnesse, contigue, ovvero tra loro complementari, ai fini della loro gestione unitaria”.
È una norma che interessa, in particolare, coloro che gestiscono autostrade con concessioni in scadenza o già scadute (come la Brescia-Padova, di A4 Holding, società controllata da Intesa Sanpaolo), ma ad intervenire per primo sul tema è stato, dalle colonne bresciane del Corriere della Sera, Francesco Bettoni, che è il presidente di Brebemi (A35), paradossalmente la più nuova tra le autostrade italiane, inaugurata in pompa magna il 23 luglio scorso dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Sarà che Intesa Sanpaolo è anche primo azionista di Brebemi, ed forse per questo Bettoni paventa un’aggregazione tra A35 e A4 (tratta Brescia-Padova), allargato se possibile anche all’A21 di Centropadane spa.

L’obiettivo dell’articolo inserito nello Sblocca-Italia, però, pare solo uno: fare in modo che il rinnovo delle concessioni non sia mai messo a gara, una gara europea.

Il privato che si è trasformato in monopolista sulla rete autostradale italiana, insomma, si riempe la bocca parlando di “mercato” ma vuole evitare ogni forma di possibile “concorrenza”.

C’è, infine, un altro articolo che potrebbe avere conseguenze in ambito autostradale, ovvero il 13, relativo alla disciplina dei project bond, ovvero alle emissioni obbligazionarie “legate” a un progetto infrastrutturale da parte del concessionario. 07 - Orte MestreSecondo Il Sole 24 Ore (26 settembre 2014), sarebbe in rampa di lancio un’emissione da 800 milioni per il Passante di Mestre, che non è una nuova opera ma un’autostrada inaugurata oltre cinque anni fa che tra il 2009 e il 2014 ha visto il gestore (CAV spa, società partecipata da ANAS e Regione Veneto) incapace di restituire ad ANAS (cioè allo Stato italiano) il finanziamento ottenuto per realizzare l’investimento, pari a circa un miliardo di euro.

Che oggi è conteggiato come debito pubblico.

Si troverebbe così il modo, l’espediente, per non affrontare compiutamente un dibattito sull’inefficacia e l’inutilità di un modello di sviluppo fondato sulle Grandi Opere.

Tra le altre semplificazione introdotte dallo Sblocca Italia per quanto riguarda i project bond c’è inoltre l’eliminazione “[del]l’obbligo di riportare anche sul titolo l’avvertimento circa l’elevato profilo di rischio associato all’operazione”.

L’imperativo, del resto, è uno solo: qua l’importante è fare; fare per fare; fare tanto per fare.
Senza pensare che un giorno, a qualcuno, toccherà di pagare il conto.

L’autore Luca Martinelli
Giornalista professionista, è redattore del mensile d’informazione indipendente Altreconomia.
Per Altreconomia edizioni ha scritto
Le conseguenze del cemento (2011),
Salviamo il paesaggio! (2012, 2013)
La posta in gioco (2013).
Cura il blog http://www.altreconomia.it/leconseguenzedelcemento

04 - Orte Mestre

Per quanto riguarda il Decreto Sblocca Italia sono stati pubblicati:

Parte Prima – Perché questo Libro.

Parte Seconda – Informazione e Democrazia

Parte Terza– Lo sblocca Inceneritori e non solo

Per Scaricare il PDFdel libro “Rottama Italia” dal sito di Altraeconomia – Cliccare qui

Se invece volete leggere il D.L. 133/2014 (decreto “sblocca-Italia”) sulla Gazzetta Ufficiale –  Cliccate qui

Se ne parla anche in questi articoli:

Autostrada Orte-Mestre, ecco il vero affare che spunta dalle carte dell’inchiesta Mose

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Il casello incantato e la fantomatica autostrada Orte-Mestre

Per leggere l’articolo su “Salviamo il Paesaggio” – Cliccare qui

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One thought on “Il diavolo nel comma: la Orte-Mestre – di Luca Martinelli

  1. Pingback: Anche su un video – Il Muro di omertà intorno alla Orte Mestre sta finalmente crollando. | No gassificatore di rifiuti pericolosi e non a Cassola

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