Politichese e dintorni

Corruzione, delibera di Cantone su ordini professionali: “No incarichi a politici” 65 politici per 450 poltrone

Il presidente dell’Anticorruzione: “Sono enti pubblici, devono adeguarsi alla legge Severino anche su incompatibilità”. Ma le resistenze sono forti e quasi un parlamentare su due appartiene a un albo. Dossier 5 Stelle: “68 persone si spartiscono 450 ruoli”

Raffaele Cantone ad Atrejus

Ma, come al solito, “I Lorsignori, già alzano gli scudi a difesa dei loro diritti, dei loro privilegi, e soprattutto delle loro molteplici poltrone, ma la legge non doveva essere uguale per tutti? o forse in Italia la legge è uguale per tutti esclusi “Lorisignori” e i benestanti?

Da Il Fatto Quotidiano di Elena Ciccarello del 25 ottobre 2014

Anche gli ordini e i collegi professionali devono adeguarsi alle norme anticorruzione previste dalla legge Severino.

Lo ha stabilito con un’apposita delibera il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, mettendo fine al braccio di ferro in corso da mesi tra gli ordini professionali e il ministero della Salute.

CORRUZIONETra i nuovi obblighi degli enti anche il divieto di assegnare ruoli dirigenziali negli ordini a chi già ricopre o ha ricoperto altre cariche amministrative o politiche.

Gli ordini avranno un mese di tempo per organizzarsi e non incorrere in sanzioni, ma l’adeguamento si annuncia accompagnato da un fiume di polemiche.

Polemiche anzitutto politiche, visto che secondo un dossier del Movimento 5 stelle (a fine articolo il link) il 45% dei parlamentari italiani appartiene ad un ordine professionale e diversi di loro ne sono anche i rappresentanti. Secondo il dossier, i 68 professionisti che dirigono i 17 ordini professionali aderenti al Cup (Comitato Unitario delle Professioni) ricoprono complessivamente circa 450 ruoli, con una media di 6 incarichi a professionista e la possibilità per il 30% di loro di rientrare in un possibile conflitto di interesse in base alla normative anticorruzione.

Secondo lo studio in alcuni ordini professionali (medici, farmacisti, odontoiatri e infermieri) delle province di Milano, Napoli e Roma sarebbero almeno 13 le situazioni di anomalia, con doppi ruoli da dirigenti dell’ordine e carica politica (presente o passata).

Tutte situazioni sanzionabili a partire dalla normativa anticorruzione che vieta a politici ed ex politici di riciclarsi in incarichi dirigenziali degli ordini ed agisce dove possano crearsi interferenze e conflitti di interesse.

06 - CorruzioneLa prima a opporsi è stata la Federazione Farmacisti Italiani, presieduta dal senatore Fi Andrea Mandelli.

e dal suo vice Luigi D’Ambrosio Lettieri, anch’egli senatore Fi.

Seguita a ruota dall’Ordine degli Infermieri professionali, presieduto dalla senatrice Pd Annalisa Silvestro.

All’inizio del 2014 gli ordini e i collegi professionali, guidati dal Cup, hanno chiesto e ottenuto dal giudice Piero Capotosti, già presidente della Corte Costituzionale (deceduto nell’agosto scorso), un parere pro-veritate che li sollevasse definitivamente da questa incombenza. Su questo il Ministero della Salute aveva risposto con una lettera istituzionale ma piccata: “Questa Amministrazione non si sottrae ad un confronto e approfondimento circa la portata sulla trasparenza e anticorruzione rispetto agli Ordini e Collegi professionali”, scriveva il 21 marzo il Ministero della Salute, “tuttavia non si può sottacere che appellarsi a pareri pro-veritate, per quanto autorevolissimi, al fine di sottrarsi a specifiche indicazioni del Ministero Vigilante.. appare procedura irrituale”.

07 - CorruzioneAdesso la delibera dell’Anticorruzione, firmata da Cantone, scrive la parola fine sul contenzioso. Secondo il presidente Anac gli ordini sono enti pubblici “non economici” e perciò devono sottostare alle norme per la trasparenza e anticorruzione. Non è dunque condivisibile il parere di Capotosti che considera gli ordini come “enti associativi”.

La delibera Anac stabilisce che gli enti professionali, che secondo il dossier del Movimento 5 stelle sommano circa 2milioni di iscritti, per 600 milioni di euro di incassi annuali e 50 miliardi di patrimonio, avranno un mese di tempo per “predisporre il piano triennale di prevenzione della corruzione, il piano triennale della trasparenza e il codice di comportamento del dipendente pubblico, nominare il responsabile della prevenzione della corruzione, adempiere agli obblighi in materia di trasparenza.. e infine attenersi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi..”. Altrimenti saranno sanzionati.

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

03 - Corruzione

 (Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

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La corruzione pesa per 60 miliardi

È un j’accuse in piena regola quello arrivato ieri dalla Corte dei conti in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2012. «Illegalità, corruzione, malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti le cui dimensioni presumibilmente sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce», ha denunciato il presidente Luigi Giampaolino. Puntando il dito contro «episodi ricorrenti di gestione delle risorse pubbliche inadeguata, inefficace, inefficiente, diseconomica». Un’analisi impietosa, con un corollario di denunce ad hoc:

le spa pubbliche definite un guscio vuoto strumentalizzato per una gestione non efficiente, consulenze elargite a fini clientelari, mancate riscossioni finanziarie, danni all’ambiente, assunzioni e promozioni illecite.

di Roberto Turno – Il Sole 24 Ore

Per leggere tutto l’articolo su Il Sole 24 Ore – Cliccare qui

04 - Corruzione

La lettera inviata dai Parlamentari del M5S a Raffaele Cantone.

Per leggere o scaricare la lettera – Cliccare qui

10 domande al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione:

il MoVimento 5 Stelle, pensando di fare cosa gradita al Suo Ufficio, ha effettuato alcuni controlli sui Direttivi degli Ordini Professionali appartenenti al Comitato Unitario delle Professioni. La CUP(ola), associa privatamente (?) ben 17 Ordini Professionali – sanitari e non – in qualità di Enti Pubblici non economici, soggetti al d.lgs. 39/2013 sull’inconferibilità ed incompatibilità d’incarichi presso le pubbliche amministrazioni.

Durante lo svolgimento dell’indagine il MoVimento 5 Stelle ha scoperto ben 68 organi direttivi d’indirizzo politico professionale, che ricoprono contemporaneamente importanti ruoli in altri ambiti pubblici, per un totale di circa 450 “poltrone” occupate, con una media di circa 6 cariche per ciascun professionista e punte che arrivano fino a 20, probabilmente incompatibili tra loro.

Per leggere tutto l’articolo su Parlamento M5S – Cliccare qui

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