Ambiente/Consumo di Suolo - Cementificazione/Dissesto Idrogeologico

Napolitano: L’attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio.

Dopo l’ennesima vittima e dopo l’ennesima alluvione i nostri politici a parole, ma solo a parole sembrano aver finalmente capito che occorre investire sul territorio, per la salvaguardia del territorio, per la difesa del territorio e dell’ambiente, perfino Napolitano dice «A Genova fatti sconvolgenti»

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E’ arrivato anche il commento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato di «fatti sbalorditivi (tanto sbalorditivi non si direbbe non è certo la prima volta che accade e non ci sembra sia stato fatto più di tanto per evitare il ripetersi della tragedia) e sconvolgenti». «Credo che stiamo vivendo un momento del Paese in cui l’attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio, sulla tutela del nostro patrimonio naturale, oltre che storico-artistico, perché stiamo vivendo dei fenomeni di spaventosa devastazione» e continuando ha detto «Tragedie come quelle accadute a Genova sono dovute a inerzie locali ma anche all’incuria del patrimonio boschivo e forestale».

A questo link l’intero articolo tratto dal sito “Lettera 43” Napolitano, alluvione Genova: «Fatti sbalorditivi e sconvolgenti

Ma allora come si spiega la perseveranza, la costanza, e l’ingegno nel voler far approvare un decreto come lo Sblocca Italia, che di fatto darà il colpo ferale a quel poco che ancora resta del nostro territorio?

Inizieremo oggi la pubblicazione, divisa per capitoli, di un libro dal titolo Rottama Italia, se avrete la pazienza di leggerli mano a mano che saranno pubblicati, capirete il perché del titolo, e il perché questo decreto segnerà per sempre il nostro futuro, altrimenti potete scaricare il PDF al successivo link:

Per Scaricare il PDF dal sito di Altraeconomia – Cliccare qui

Se volete leggere il D.L. 133/2014 (lo sblocca Italia) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale –  Cliccate qui

 Sblocca Cemento

 

Indice

  1. Perché questo libro.
  2. Informazione e democrazia.
  3. Paolo Maddalena – Fuori dalla Costituzione.
  4. Giovanni Losavio – Una legge illegale.
  5. Massimo Bray – Sblocca-regole.
  6. Edoardo Salzano – Il cemento: un vizio di famiglia.
  7. Paolo Berdini – Mani sulla città.
  8. Vezio De Lucia – Bagnoli negata.
  9. Salvatore Settis – Silenzio-assenso.
  10. Tomaso Montanari – Svendi-Italia
  11. Luca Martinelli – Il diavolo nel comma: la Orte-Mestre.
  12. Anna Donati – Blocca città,
  13. Maria Pia Guermandi – I predatori del territorio perduto.
  14. Pietro Dommarco – Come raschiare il fondo del barile.
  15. Domenico Finiguerra – Sblocca-inceneritori.
  16. Anna Maria Bianchi – Carne da mattone.
  17. Antonello Caporale – Sblocca-corruzione.
  18. Carlo Petrini – Un’altra idea di sviluppo

Capitolo 1 – Perché questo libro

Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero.

Vogliamo un Paese moderno.

E cioè un Paese che guardi avanti.

Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro, e scelga il futuro.

Vogliamo un Paese in cui chiamiamo sviluppo ciò che coincide con il bene di tutti, e non con l’interesse di pochi.

Un Paese in cui lo sviluppo sia ciò che innalza, e non ciò che distrugge, la qualità della nostra vita.

Un Paese che cresca, e non un Paese che divori se stesso.

Un Paese capace di attuare il progetto della sua Costituzione.

Una Costituzione che da troppo tempo “è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere”, una Costituzione in cui “è scritta a chiare lettere la condanna dell’ordinamento sociale in cui viviamo” (Piero Calamandrei).

Il decreto Sblocca-Italia è, invece, un doppio salto mortale all’indietro.

Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre.

Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”, in cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla.

In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere.

Giuseppe Dossetti avrebbe voluto che nella Costituzione ci fosse questo articolo:

“La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.

La prima, e più importante, resistenza allo Sblocca Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere.

Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio.

Richiamando al progetto della Costituzione i nostri rappresentanti in Parlamento.

E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se, alla fine e nonostante tutto, questo sciagurato decreto “Rottama-Italia” diventerà legge dello Stato.

Perché non siamo contro lo Sblocca Italia.

Siamo per l’Italia.

Tomaso Montanari

È stato Sergio Staino a pensare per primo a questo libro.
È successo a Scandicci il 16 settembre 2014, durante un incontro organizzato da Slow Food nel quale Domenico Finiguerra e Tomaso Montanari discutevano del saccheggio del territorio italiano. Tutti gli autori (dei testi e delle vignette) e l’editore hanno lavorato gratuitamente.

SbloccaItalia-cantieri 1

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3 thoughts on “Napolitano: L’attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio.

  1. Pingback: Il diavolo nel comma: la Orte-Mestre – di Luca Martinelli | No gassificatore di rifiuti pericolosi e non a Cassola

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