Politichese e dintorni

Ignoro, ergo riformo

L’altra sera da Fazio, Matteo ha voluto mostrare a tutti come sono ridotte le facoltà di Giurisprudenza, o forse rincuorare i somari: se han dato la laurea a lui, c’è speranza per tutti.

 02 - Ignoro

Da il Fatto Quotidiano del 30 settembre 2014 di Marco Travaglio

Purtroppo però il dottore in Legge Matteo Renzi, che non distingue la sospensione feriale dei termini processuali dalle ferie dei magistrati e degli avvocati, fa il presidente del Consiglio e sta riformando la Giustizia.

Marco Travaglio

Marco Travaglio

Come se uno che non conosce la differenza fra un bisturi e un paracarro riformasse la chirurgia, o se la Boschi riformasse la Costituzione.

La sospensione feriale dei termini dal 1° agosto al 15 settembre non c’entra nulla con le ferie dei magistrati, semmai con quelle degli avvocati: che, se dovessero depositare i loro atti e ricorsi (scadenza 30 giorni) pure d’estate, non andrebbero mai in vacanza. Ora il governo l’ha ridotta dal 6 al 31 agosto. Ergo “giudici e avvocati lavoreranno di più”, come ha detto il premier da Fazio?

Neanche per sogno.

L’idea che per un mese e mezzo si facciano solo i processi urgenti (quelli di criminalità organizzata, con imputati detenuti o a rischio prescrizione) e gli atti investigativi senza termini (il pm che interroga i testi ecc.) risponde a un’esigenza concreta: d’estate le notifiche vanno a vuoto, perché testimoni, imputati e avvocati sono fuori casa e fuori studio, ed essendo impossibile inseguirli per mari e monti si limita l’attività allo stretto necessario per non perdere energie e soldi invano.

La riduzione della sospensione feriale produrrà montagne di udienze deserte e rinviate.

Se di solito le ferie di avvocati e magistrati (a parte quelli di turno) coincidono con la sospensione feriale è perché, nel resto dell’anno, creerebbero intoppi.

E se finora le toghe avevano 45 giorni di ferie (come peraltro i carabinieri dal grado di maresciallo anziano in su) era perché i giorni erano “lordi”: comprese due settimane di lavoro fuori ufficio.

Per loro i termini non si fermano mai, neppure d’estate. Se un giudice concludeva un processo il 31 luglio e doveva depositare le motivazioni in 15 o 30 giorni, le scriveva in ferie, sennò finiva sotto processo disciplinare.

Idem se tornava il 15 settembre e il 16 aveva un processo: lo studiava in ferie.   Ora il Genio di Rignano, affiancato da quell’altro scienziato di Orlando, ha ridotto le ferie togate da 45 a 30 giorni, però “netti”.

Risultato: per farsi 30 giorni netti, i giudici smetteranno di emettere sentenze 15 giorni prima di andare in ferie e rifisseranno udienze una-due settimane dopo il rientro.04 - Ignoro

E la produttività della macchina giudiziaria, anziché aumentare, diminuirà. Bravo Renzi. La verità è che anche questa “riforma”, come per il Senato e l’art. 18, nasce da un’ignoranza sesquipedale dei problemi che dovrebbe risolvere.

 Sulla giustizia c’è la stessa idea demagogica di Brunetta, che pensava di aumentare la produttività dei magistrati con i tornelli ai tribunali, ignorando che: l’Italia ha i magistrati più produttivi di tutti i paesi Ocse; l’enorme cumulo di processi dipende da un eccesso patologico non di fannulloneria, ma di contenzioso; e l’attività del giudice è di per sé incoercibile.

Quale sarebbe il tempo giusto per decidere se uno è colpevole o innocente, ha torto o ragione? A volte bastano poche ore, altre occorrono mesi di studio.

Ora questi ciucci che vogliono toghe più laboriose le mandano in pensione a 70 anni anziché a 75.

Così a fine 2015 perderemo 450 magistrati esperti senza sostituirli: già oggi gli organici sono scoperti e i concorsi per i famosi “giovani” non si bandiscono perché non c’è un euro. Anzi l’effetto-risparmio sarà neutralizzato dai costi aggiuntivi per l’Inps e per lo Stato, che dovrà anticipare i Tfr.

Ma soprattutto questi asini vorrebbero aumentare l’offerta di giustizia senza scoraggiare la domanda. Pura follia: se anche riuscissero ad accrescere ancora la produttività, chi ora non denuncia perché ha perso le speranze nella giustizia si aggiungerebbe a tutti gli altri. E il sistema imploderebbe.

È questa la differenza fra i governi B. e il governo Renzi: i delinquenti ogni tanto si riposano, i cretini mai.

Da Il Fatto Quotidiano del 30/09/2014.

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