Ambiente/Incenerimento e Gassificazione/Inquinamento

Sblocca Italia, gli aiuti a Enel e alle ex municipalizzate con inceneritori “strategici”

Incenerire i rifiuti è contro le direttive Europee, non è conveniente senza i contributi pubblici, ma l’annunciatore nazionale se ne frega e liberalizza la circolazione dei rifiuti su tutta la penisola, anche quelli speciali e pericolosi.

02 - Cancrovalorizzatori

Altro regalo alle lobby dei soliti noti, adesso li chiamano “Infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” ma di strategico ci sono solo i facili guadagni e le bustarelle che passano di mano in mano.
E mentre in Europa si punta sul riciclo creando, tra l’altro, migliaia di posti di lavoro e recuperando milioni di tonnellate di materie prime, noi gli artisti, i poeti e navigatori, distruggiamo per creare nuovi ammalati.

E questa, purtroppo, non è una novità, il venditore di Auto Blù, il suo interesse per gli inceneritori lo aveva chiaramente manifestato anche quando definì l’oncologa Patrizia Gentilini un’apprendista stregone.

La Gentilini, oncologa ,accusata di essere una apprendista alchimista dal politico Matteo Renzi
La dottoressa Patrizia Gentilini, è stata letteralmente aggredita verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere – da oncologa – il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente cancrovalorizzatori).LORO CENSURANO NOI PUBBLICHIAMO

Dott.ssa Patrizia Gentilini- Menzogne sugli inceneritori
Dott.ssa Patrizia Gentilini racconta il caso della trascrizione inesatta sulla presunta iniquità
danni provocati dagli inceneritori.

Da il Fatto Quotidiano di Paolo Fior del 10 ottobre 2014 – Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto Quotidiano – Cliccare qui

Ai costi attuali, incenerire rifiuti per produrre energia non è un grande affare nemmeno se si dispone di impianti moderni ed efficienti. Il decreto, che viaggia in direzione contraria alla linea comunitaria del riciclo, punta però a mettere in circolo la spazzatura di tutta la Penisola dando un ruolo primario ai vecchi impianti di combustione. (I Vecchi impianti, proprio quelli più inquinanti, mal gestiti, manutenzione assente, e filtri ….. cosa sono i filtri)

L’obiettivo sembra ragionevole: attuare un “sistema integrato e moderno di gestione dei rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell’autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore”. Il mezzo è controverso: dichiarare per decreto gli inceneritori “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” e permettere il conferimento di rifiuti solidi urbani provenienti da altre Regioni per farli funzionare a pieno carico.

L’esito finale non è scontato, ma in realtà l’articolo 35 del decreto Sblocca Italia dà soprattutto una boccata d’ossigeno alle ex municipalizzate che gestiscono gli inceneritori e un aiutino all’Enel che intenderebbe convertire alcune centrali a olio combustibile, ormai obsolete, in impianti di recupero energia dai rifiuti urbani e speciali. Il termine “boccata d’ossigeno” non è usato a caso: ai costi attuali, incenerire rifiuti per produrre energia non è un grande affare nemmeno se si dispone di impianti moderni ed efficienti.

Ne sanno qualcosa a Verona, dove il sindaco Flavio Tosi e i vertici della municipalizzata Agsm hanno puntato molto sul contestatissimo progetto di Ca’ del Bue, salvo scoprire pochi mesi fa che senza incentivi l’impresa non sta in piedi. (Lo diciamo da anni senza CIP6 che paghiamo noi sulle nostre bollette gli inceneritori non stanno in piedi)

Al nuovo impianto, infatti, non sono stati riconosciuti i contributi Cip6 di cui beneficiava il vecchio inceneritore e la regione Veneto ha inoltre tagliato da 190 a 150mila tonnellate annue la quota di rifiuti destinata a Verona. Il presidente di Agsm, il leghista Paolo Paternoster, ha dichiarato all’Arena che l’impianto si potrebbe anche fare “con una potenzialità di sole 150mila tonnellate, ma dovremmo innalzare la tariffa di conferimento da 140 ad almeno 160 euro a tonnellata e noi questo non lo vogliamo”. La ragione è semplice: sarebbe una tariffa totalmente fuori mercato e tanto varrebbe – anche a costo di dover pagare delle penali all’impresa spagnola che si è aggiudicata la commessa – rinunciare alla costruzione.

Ora però il decreto Sblocca Italia mette in circolo la monnezza di tutta la Penisola dando nuove speranze al sindaco Tosi e ai suoi fedelissimi che vedono così cadere il limite regionale di 150mila tonnellate.

Però, di lì a dire che l’impianto sarà economicamente conveniente ce ne passa. A Torino, dotata di un modernissimo impianto a tre linee, “la tariffa di conferimento è di 116 euro a tonnellata più il trasporto – dice Pietro Colucci, presidente e amministratore delegato di Kinexia e grande esperto di waste management – e la vicina Liguria deve decidere se spedirli lì, se spenderne circa 83 per conferirli in discarica o se fare come Napoli che smaltisce all’estero a un costo di 95 euro a tonnellata, più il costo del trasporto marittimo.

Come sostengo da tempo, in Italia e in Europa si combatte una vera e propria guerra sui rifiuti con le imprese scandinave che praticano sconti sempre più aggressivi per far girare i loro impianti e con gli enti locali che si ritrovano a fare i conti con crescenti difficoltà di bilancio”. L’obiettivo dell’autosufficienza, dunque, non sembra così alla portata: “Dei poco più di 50 inceneritori presenti in Italia, ne resteranno una decina seri e di grandi dimensioni – sottolinea Colucci – i più piccoli sono destinati a chiudere al termine degli 8 anni di incentivi.

Investimenti come quello di Torino, però, difficilmente verranno replicati: per fare l’impianto ci sono voluti 11 anni e a Firenze, dove avevano un progetto simile, Hera ha poi rinunciato”.

Insomma, incenerire non conviene più e da anni la politica europea sui rifiuti va in tutt’altra direzione, che è quella dei rifiuti zero, con altissimi tassi di raccolta differenziata, di riuso e di recupero. “Il modello di business deve cambiare – dice ancora Colucci – Noi a Chivasso con il Comune e la Consulta ambientale abbiamo avviato il progetto WastEnd per realizzare un polo per il riciclo dei materiali in loco e contiamo di poter recuperare o riutilizzare in altre forme circa il 90-95% dei rifiuti”.

Il progetto prevede circa 50 milioni di investimento in 3 anni, ha una valenza fortemente innovativa (si sta anche valutando la possibilità di realizzare il primo impianto in Italia per il recupero dei materassi), una discreta ricaduta occupazionale (si prevedono dai 50 ai 70 addetti) e soprattutto va nella direzione indicata dall’Europa, quella appunto dei “rifiuti zero”.

Curioso il fatto che un premier giovane, riformista che si propone in totale rottura con il passato abbia definito “infrastrutture strategiche” i vecchi inceneritori anziché i poli per il riuso e il recupero dei rifiuti che giocoforza saranno il futuro.

Del resto si tratta di una scelta coerente con tutto l’impianto dello Sblocca Italia che replica la vecchia ricetta clientelare all’italiana con le regalie ai concessionari autostradali, la follia dell’Alta Velocità e il via libera alle trivelle per lo sfruttamento degli idrocarburi.

Territorio, ambiente e cittadini, in questo schema, non sono proprio contemplati.

Nulla si crea, nulla si distrugge. Il centro di riciclo di Vedelago.
Il centro di riciclo di Vedelago in provincia di Treviso di Carla Poli. I rifiuti sono una risorsa, la loro distruzione uno spreco e un attentato alla nostra salute. La raccolta dei rifiuti può diventare gratuita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...