Politichese e dintorni

Hong Kong, 100 mila in strada per la democrazia, mentre in Italia le Province ABOLITE si autorieleggono.

A Hong Kong la protesta dilaga a difesa della democrazia, del diritto al voto e del diritto alla scelta dei candidati, mentre i media in Italia fanno finta di niente e quasi tutti ignorano la notizia e spiegano il vero motivo della protesta, dimenticando anche, casualmente, di aggiornarci sugli scrutini delle votazioni “In Famiglia” per le province ABOLITE.

Abolizione Provincie - 02

In Italia le province ABOLITE si auto rieleggono con votazioni di secondo livello, con i costi IMMUTATI, se non addirittura più elevati, inoltre siamo a tre governi autoeletti, per non parlare delle porcate che ci propongono come legge elettorale, e candidati imposti, ma importa qualcosa a qualcuno?

Sembra di no, gli Italiani non protestano, forse sono troppo occupati a guardare il campionato, la Champions e X Factor? Ma la democrazia ,la libertà di voto e di scelta non si compra con Master Card.

Da il Fatto Quotidiano del 29 settembre 2014

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La protesta, partita la settimana scorsa dagli studenti, si è allargata ieri con l’adesione del gruppo pro democrazia Occupy Central, che oggi ha detto di voler sostenere “il movimento spontaneo della gente”.

Taiwan solidarizza: manifestazioni anche a Taipei

La protesta si allarga a Hong Kong. Decine di migliaia di manifestanti hanno bloccato stamane le principali strade di Hong Kong, in una crescente protesta contro il sistema elettorale restrittivo imposto da Pechino.
La polizia è intervenuta nella notte con gas lacrimogeni, spray al pepe e manganelli, ma non è riuscita a disperdere la folla.

Il governo ha annunciato il ritiro della polizia antisommossa. “I cittadini riuniti nelle strade si sono calmati, la polizia è stata richiamata”, si legge in una nota sul sito internet dell’esecutivo, che invita però i manifestanti a “liberare le strade occupate al più presto, per lasciar passare i veicoli di emergenza e i mezzi pubblici”.

Secondo le stime del movimento, sono scese in strada almeno 100 mila persone. “Eravamo qualche centinaio, poi abbiamo visto migliaia di persone che bloccavano il traffico su Harcourt road per unirsi alla protesta. Questo va al di là di quanto speravamo”, ha detto all’agenzia stampa Dopa Eddie Chung, uno degli organizzatori della protesta. “Occupy Central è diventato Occupy Hong Kong“, ha aggiunto un manifestante.

Sfidando gli appelli della polizia a ritirarsi, i manifestanti hanno occupato strade anche in altre parti di Hong Kong, inclusa l’area commerciale di Causeway Bay e del porto nella zona di Mong Kok sulla penisola Kowloon.

La polizia ha cercato di negoziare con i manifestanti accampati su una strada vicino alla sede del governo di Hong Kong, dove la sera prima si sono verificati scontri e la polizia aveva usato i gas lacrimogeni contro i manifestanti.

Un manifestante, usando il mezzo di comunicazione dei dimostranti, ha risposto che i manifestanti vogliono che il capo del governo di Hong Kong Leung Chun-ying chieda una scelta vera per gli elettori del territorio. “Fate qualcosa di buono per Hong Kong. Vogliamo una vera democrazia!”, ha urlato.

Le dimostrazioni sono cominciate con il boicottaggio delle lezioni la scorsa settimana da parte di studenti che chiedevano a Pechino di concedere vere riforme democratiche. “Sarà una lunga lotta”, ha detto questa notte Edward Yau, 19 anni, studente di diritto.

Taiwan segue con grande partecipazione le manifestazioni. “Capiamo pienamente e sosteniamo la richiesta del popolo di Hong Kong per elezioni dirette”, ha affermato il presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou. Intanto un gruppo di studenti ha occupato a Taipei l’ingresso della sede dell’ufficio di collegamento con Hong Kong, in una manifestazioni di solidarietà con i manifestanti dell’ex colonia britannica.

“Oggi Hong Kong, domani Taiwan”, si leggeva su alcuni cartelli.

Gli studenti di Taiwan sono riusciti a consegnare a John Leung, direttore dell’ufficio di collegamento, un lettera a sostegno dell’elezione diretta del capo dell’esecutivo di Hong Kong.

Pechino considera Taiwan una sua provincia ribelle e gli abitanti dell’isola guardano con preoccupazione a quanto avviene nell’ex colonia britannica, che dal 1997 è passata sotto sovranità cinese in base al principio di “un paese, due sistemi

Abolizione Provincie - 03

Province, sindaci e consiglieri al voto: a Genova e Vibo vincono le larghe intese

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Province “abolite”, politici al voto per rinnovare consigli di 4 Città metropolitane

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Milano, Genova, Firenze e Bologna alle urne per le elezioni delle città metropolitane. Cinque province (Bergamo, Lodi, Sondrio, Taranto e Vibo Valentia e Ferrara) per la tornata elettorale con un voto di secondo livello, ossia riservato a sindaci e a consiglieri provinciali uscenti. Le grandi coalizioni conquistano città a province

Le Province “abolite” sono andate al voto all’insaputa dei cittadini.

E i risultati non sorprendono le anticipazioni. Il 28 settembre consiglieri e sindaci si sono recati alle urne per scegliere i nuovi consigli provinciali e gli organici delle città metropolitane. Un’elezione di secondo livello, così come stabilito dalla legge Delrio che prevede la riorganizzazione degli enti di secondo livello.

Tra tante incertezze (via il nome, ma restano tutte le funzioni precedenti) e poche garanzie di risparmio. In questa tornata elettorale si è votato per i consigli metropolitani di quattro città (Milano, Genova, Firenze e Bologna) e cinque province (Bergamo, Lodi, Sondrio, Taranto e Vibo Valentia e Ferrara).

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