Comune di Cassola/Progetti di Finanza e Grandi Opere

UN DISASTRO ANNUNCIATO – Parte 9 di 10 – La Pedemontana possibile

Continuiamo la pubblicazione, a stralci, del fascicolo dal profetico titolo “UN DISASTRO ANNUNCIATO” che alcuni volonterosi cittadini di Cassola fecero pubblicare e diffondere in paese nel 2003.

La Pedemontana Possibile

 

Conosciamo bene l’esigenza di avere oggi un sistema viario che consenta celerità e sicurezza. Anni di analisi e discussioni hanno chiarito le necessità viarie del territorio pedemontano e non saremo certo noi a dire no ad un’adeguata soluzione del problema, come abbiamo già chiarito in altre circostanze. Ma che sia la soluzione corretta!

 

Noi auspichiamo una strada che risponda a queste esigenze:

 

  • sia adeguata a servire il traffico di breve e media percorrenza, tipico della fascia pedemontana per le sue caratteristiche produttive;
  • allontani dai centri abitati il grande traffico, soprattutto pesante, per rispetto della salute di tante popolazioni, ma poi anche per abbreviare i tempi di percorrenza;
  • sia facilmente raggiungibile da ogni punto della viabilità locale
  • sia la meno impattante possibile sui territori attraversati.

L’arteria più idonea è dunque una superstrada “leggera” che presenti queste caratteristiche irrinunciabili:

  • abbia due corsie per ogni senso di marcia;
  • non contempli attraversamenti e, quindi, abbia una separazione centrale;
  • sia aperta, con frequenti immissioni a pettine;
  • sia gratuita, perché, diversamente, non attirerà il traffico locale;
  • sia rispettosa degli insediamenti abitativi.

Insomma, per dare un esempio concreto, una specie di Superstrada Valsugana con spartitraffico centrale continuo che rimodelli la nuova Gasparona e la prolunghi verso est, con innesto di tutte le strade di una certa portanza.

 

Se poi, a livello regionale, si ritiene necessaria una nuova grande via di comunicazione, il cosiddetto

“corridoio 5 del sud Europa”, per alleggerire il traffico sulla A4 e favorire le lunghe percorrenze, anche regionali, verso est-nordest e se tale infrastruttura è considerata opera di rilevanza nazionale, questa è altra cosa rispetto a ciò che il territorio pedemontano richiede.

 

Una tale opera, per tutta una serie di motivi già esposti, va collocata nella sede più idonea che, come

hanno dimostrato seri studiosi di urbanistica territoriale dovrebbe essere individuata in una fascia intermedia tra i poli produttivi di Bassano e Cittadella-Castelfranco.

 

A noi comunque, alla nostra realtà territoriale, serve anzitutto una strada di servizio, non di passaggio.

 

E non ci si venga a dire che non vi sono i fondi pubblici per realizzarla perché, ne siamo certi per comparazione con altre realtà, i 750 miliardi già stanziati dallo Stato e dalla Regione sarebbero certamente sufficienti.

 

Basterebbe la volontà politica!!!

 

Di fronte ai fatti e alle prospettive evidenziate non ci resta che una speranza, per la quale ci sentiamo di lottare: che la coscienza civica di ogni cittadino responsabile si attivi e spinga le Autorità amministrative e politiche ad una scelta più oculata.

 

Il Comitato di Cassola per l’alternativa all’autostrada

 

02

Nel Prossimo articolo:

Le Conferme dell’Ultima ora

 

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