Progetti di Finanza e Grandi Opere

Galan: ho licenziato la Minutillo perché si era presa 500mila euro

L’ex doge del Veneto svela gli omissis e passa all’attacco contro l’ex segretaria che lo aveva accusato di aver intascato tangenti.

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di Giuseppe Pietrobelli

VENEZIA – In carcere, mentre stava ritoccando il memoriale consegnato ieri al gip di Milano Cristina Di Censo, Giancarlo Galan aveva detto: «Venderò cara la pelle». Ora sappiamo a cosa si riferiva. Ha svelato gli otto “omissis” di una precedente memoria riguardanti Claudia Minutillo, la sua ex segretaria in Regione Veneto dal 2000 al 2005. E che un anno fa ha cominciato ad accusarlo di avere intascato tangenti.

Galan parte al contrattacco e accusa la Minutillo di essersi appropriata nel 2005 di una cifra ragguardevole, tra i 400 e i 500 mila euro provenienti da due imprenditori veneti che intendevano in tal modo finanziare la campagna elettorale che si sarebbe conclusa con la rielezione di Galan per la terza volta.

Una domanda, solo una domanda, ma quanti soldi giravano da quelle parti per non essersi subito accorto della sparizione di ben 500.000,00 Euro?

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Minutillo dava ordini a Chisso: così in Regione si spartivano gli appalti

Le intercettazioni ambientali dell’inchiesta sul Mose rivelano il sistema utilizzato per non scontentare nessuno.

di Gianluca Amadori

VENEZIA – Sanità e lavori stradali: la spartizione avveniva a tavolino, dietro una scrivania. Claudia Minutillo, ex segretaria di Giancarlo Galan, all’epoca amministratore di Adria Infrastrutture, dettava l’agenda delle priorità; l’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, prendeva nota e assicurava il suo impegno a supporto di Piergiorgio Baita e del gruppo Mantovani, cercando di giustificarsi dalle accuse di contare sempre meno.

Dalle intercettazioni ambientali allegate agli atti dell’inchiesta sul “sistema Mose” emerge una realtà che supera anche la più fantasiosa immaginazione, con appalti suddivisi equamente tra le imprese amiche e accordi preliminari sulle nomine per evitare scontri e per cercare di accontentare tutti.

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Anche Chisso contro l’ex segretaria: «Un tesoro di oltre 2 milioni di euro»

di Maurizio Dianese

VENEZIA – Non solo le accuse di Giancarlo Galan. La botta vera arriva da Renato Chisso. Il legale dell’ex assessore regionale grazie a indagini difensive, sarebbe riuscito a scoprire che Claudia Minutillo ha accumulato oltre 2 milioni di euro. Ci sono i 300mila di Andrea Mevorach, più i 200mila di Piero Zannoni che secondo Galan si sarebbe intascata invece di utilizzarli per la campagna elettorale 2005. A questi bisogna aggiungere i 200mila che Baita aveva consegnato all’hotel Santa Chiara per Galan. E siamo a 700mila. Più i nuovi, scoperti dall’avv. Forza che difende Chisso: totale 2 milioni 450mila euro.

L’indagine difensiva arriva ad indicare possibili spese: l’appartamento a Jesolo progettato dall’archistar Richard Meier. Più la casa da 17 vani all’interno della barchessa di Villa Volpi sul Terraglio. E dopo il benservito di Galan, Baita le trova un posto in Adria Infrastrutture a 250mila euro netti l’anno.

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Galan fa 10 nomi e accusa di furto l’ex segretaria

Un imprenditore mi mostrò i numeri di serie dei soldi dati per me a Minutillo che si era intascata» Finanziamenti illeciti: fa la lista. E c’è chi denuncia

VENEZIA. Nomi, cognomi e ammontare della mazzetta. E poi la prova che «Minutillo si appropriò indebitamente di alcune somme consegnate a lei da imprenditori per la mia compagna elettorale». Così Giancarlo Galan, ex presidente della Regione finito nel ciclone per l’inchiesta Mose, punta a smontare la credibilità della sua prima accusatrice: la sua ex segretaria. «Ricordo – scrive – che incontrai un imprenditore a Rovigno, Croazia, che mi mostrò i numeri di serie dei denari consegnati a Minutillo». Soldi che Galan non avrebbe mai visto: una mazzetta da 300 mila euro. L’imprenditore? Andrea Mevorach, erede di una delle più importanti famiglie di ebrei veneziane. E non sarebbe stato il solo a consegnare soldi per Galan, ma “intercettati” dalla donna: anche Piero Zannoni – probabilmente il bellunese ex consigliere di amministrazione di Veneto Sviluppo – per altri 200 mila euro. E ancora. (…)

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