Comune di Cassola/Progetti di Finanza e Grandi Opere

UN DISASTRO ANNUNCIATO – Parte 3 di 10 – Un Pese devastato. IL NOSTRO!

Continuiamo la pubblicazione, a stralci, del fascicolo dal profetico titolo “UN DISASTRO ANNUNCIATO” che alcuni volonterosi cittadini di Cassola fecero pubblicare e diffondere in paese nel 2003.

Un Paese devastato. Il Nostro!

 01E

Per valutare fino in fondo l’impatto ambientale causato da quest’asse viario sarebbe necessaria una disamina particolareggiata, improponibile in questa sede.

Ci limiteremo qui ad analizzare alcuni aspetti particolarmente significativi per il nostro territorio.

L’Autostrada, denominata S.P.V. si innesta sulla A31 all’altezza di Dueville e, dopo un percorso di 64 Km. Che interessa 28 comuni, si allaccia alla A27 all’altezza di Spresiano.

Si snoda parte in trincea, parte sul piano campagna e, per un buon tratto, anche in rilevato con tutte le conseguenze negative che ciò comporta per fumi, rumori e impatto ambientale.

Le dimensioni della carreggiata, comprensiva di corsie di marcia, d’emergenza e lo spartitraffico centrale sono di 24,5 metri.

Aggiungendo le scarpate in trincea, i terrapieni in rilevato e i margini di recinzione, si arriva ad un nastro d’asfalto largo 60 metri che si mangia la bellezza di 3.840.000 mq. di terreno.

A questi vanno aggiunti altri 400.000 mq. per la costruzione di 6 bretelle di collegamento, per un totale di 28 Km. Ed altri 1.000.000 mq. per la realizzazione dei nove svincoli e caselli e dei due innesti alle autostrade citate.

02E

In totale circa 1.300 campi bassanesi di terreno coltivato bruciati per sempre; un territorio che negli anni 50 bastava al sostentamento di cento famiglie o, se si vuole dell’intero paese di San Zeno.

Nel comprensorio bassanese, vale a dire da Marostica a Mussolente, la devastazione è anche più grave e inaccettabile, perché:

  • Numerosi edifici civili ed industriali vanno abbattuti
  • L’Autostrada sventra territori intensamente abitati e corre a ridosso di intere vie e borgate, sfiorando le abitazioni.
  • Occupa la Nuova Gasparona e la variante alla SS47 Valsugana da San Zeno a Marostica, cancellando così la tangenziale di Bassano con gravissimo disagio per l’intero comprensorio, in cui vivono più di 100.000 persone.
  • Elimina gli attuali innesti di viale De gasperi e della SS47 Valsugana, mantenendo un unico svincolo sulla Cartigliana, che è, ad ovest, il casello che precede quello di San Zeno.
  • Non prevede alcuna soluzione accettabile ai problemi viari intorno alla città di Bassano, che rimane cosi circondata e dovrà ripensare tutto il sistema di comunicazione est-ovest.

Nel territorio di Cassola abbiamo la concentrazione massima degli aspetti più devastanti.

L’Autostrada entra in Comune di Cassola a sud di Via Marzabotto e ne esce dopo la discarica di via Andolfatto.

A San Zeno, sull’attuale tratto super stradale (variante est SS47 Valsugana), a sud del ponte della ferrovia Bassano-Castelfranco, è collocato il casello d’ingresso all’autostrada che sarà il perno centrale di tutti il percorso autostradale e la sua importanza avrà tali conseguenze sulla viabilità locale che il Comune ne risulterà totalmente sconvolto e radicalmente mutato.

Lo svincolo necessario per innestare la viabilità locale e la superstrada Valsugana si sviluppa tra San Zeno e la confinante Via Roberti di Rosà ed avrà conseguenze disastrose.

Abbattimento di numerose abitazioni

Occupazione e distruzione di circa 150.000 mq. di terreno coltivato (quasi quaranta campi) nel solo tratto tra le vie Marzabotto e Caron (per intenderci la strada che da San Zeno va a Borgo Tocchi) e via Rosà.

Subito a nord-est di Cà Mora è collocato il successivo casello, dal quale si dipartono due nuove strade di accesso: una scenderà e si innesterà sulla strada verso Bessica alla prima curva dopo via Marini (la futura Trento-Venezia?) l’altra invece correrà verso est, quasi parallela all’autostrada.

Il tragitto è quasi tutto in trincea, ma, oltre a provocare gli abbattimenti citati, cui va aggiunta anche una nuova costruzione in via Andolfatto, lambisce diverse abitazioni in via Rosà, via Tolfi, via Don Milani, via Grande, tanto che in più punti la scarpata viene sostituita da paratie di pali verticali, perché diversamente andrebbe ad invadere le abitazioni stesse che sarebbero così da demolire.

La superstrada Valsugana “muore” con una rotonda appena accennata, all’altezza di via Bressan.

Via rosà viene deviata sulla strada carrareccia verso Borgo Tolfi, dove passerà sopra l’autostrada e andrà ad immettersi a metà di via Tolfi sud, dalla quale ritornerà sull’attuale tracciato circa 250 metri più a sud.

 02

 Sul prossimo articolo:

Servi dell’Autostrada

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...