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Galan, prima notte in carcere ad Opera. “Sono incazzato, sapete con chi”

La Camera con 395 sì ha autorizzato l’arresto dell’ex governatore del Veneto, accusato di corruzione. Il deputato di Forza Italia non era in Aula per motivi di salute ma è stato dimesso e dopo la firma del gip di Venezia è stato prelevato dalle forze dell’ordine dalla sua villa di Lozzo Atestino (Padova).

Galan - 01

Il suo partito aveva chiesto lo slittamento della decisione. Anche la Lega favorevole alla richiesta della Procura di Venezia. Berlusconi: “Profondamente addolorato”

Video da Il Gazzettino.it – Galan prelevato a casa e portato in carcere

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Articolo di Redazione Il Fatto Quotidiano

“Sono incazzato e sapete benissimo con chi”

Questa la prima dichiarazione del deputato forzista dopo il sì dell’aula di Montecitorio al suo arresto.

Galan - 02Galan ha appreso la notizia dall’ospedale di Este, dove era stato ricoverato da diversi giorni e da dove è uscito in carrozzina.

È quindi salito su un’ambulanza che si è allontanata diretta verso casa. Poi, intorno alle 23 e 30 di martedì 22 luglio, è stato prelevato dalla sua villa di Lozzo Atestino (Padova) da agenti della polizia penitenziaria e da diversi agenti in borghese che lo hanno accompagnato nel carcere milanese di Opera.

La Camera ha autorizzato l’arresto del deputato con 395 sì e 138 no, dopo aver bocciato la richiesta di rinvio presentata da Forza Italia. L’ex ministro è accusato di corruzione nell’inchiesta sul Mose di Venezia che il 4 giugno ha portato a 35 arresti, tra i quali quello del sindaco della città lagunare Giorgio Orsoni. Chi gli è vicino descrive l’ex ministro “imbestialito ed incredulo”, convito di aver subito un “doppio tradimento” dai colleghi deputati e dai magistrati senza dimenticare i medici che pure gli avevano inizialmente indicato una prognosi di 40 giorni che arrivava quindi fino al 20 di agosto.

Il deputato martedì mattina non si era presentato in aula perché ancora ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale di Este (Padova), dopo una decina di giorni trascorsi in Cardiologia. Dopo il voto sull’arresto è arrivata anche la notizia che i medici avevano già firmato una lettera di dimissioni. L’avvocato Antonio Franchini, che assieme al collega Nicolò Ghedini assiste Galan, ha annunciato che presenterà richiesta al gip perché conceda gli arresti domiciliari. Istanza già presentata qualche giorno fa e su cui il gip non si era espresso perché si doveva attendere il voto di Montecitorio.

Quale sarà ora la sorte del deputato? “Può succedere che vada in un centro clinico carcerario a Parma, Opera o Bologna, può darsi che resti qui o che vada in carcere in infermeria”, speiga l’avvocato Franchini. “Ma, non credo in una cella”. La lettera di dimissioni, spiega l’altro codifensore Nicolò Ghedini, “contiene ovviamente tutta una serie di prescrizioni e cure.

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Non sappiamo ora cosa succederà. Vedremo cosa deciderà il giudice”. Proprio le condizioni di salute di Galan e l’impossibilità di intervenire in aula erano stati alla base della richiesta di rinvio presentata da Forza Italia all’inizio della seduta. A far slittare il voto ha provato anche Antonio Leone di Ncd, che aveva chiesto alla Camera un’inversione dell’ordine del giorno per esaminare il decreto legge Carceri. Ma anche questa richiesta era stata respinta e la discussione è proseguita.

Galan è accusato dalla Procura di Venezia di aver agevolato l’iter di approvazione della varie fasi del Mose – il contestato sistema di dighe mobili contro l’acqua alta, un affare da oltre 5 miliardi di euro – in cambio di denaro.

Addirittura di uno “stipendio fisso”, come ha affermato davanti ai pm la sua ex segretaria Claudia Minutillo.
Stipendio che l’altro grande accusatore Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova concessionario dell’opera, ha quantificato in circa un milione di euro l’anno.

All’ex presidente del Veneto sono contestate anche altre consegne di denaro e la ristrutturazione di una villa a Cinto Euganeo. Nell’ambito dell’inchiesta Mose sono emersi anche affari da decine di milioni di euro della famiglia Galan in Indonesia, nel settore gas.

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