Ambiente/Inquinamento

Decreto Competitività … Trovato il rimedio alla mancata “Crescita”

Traduzione: Più produci e più sei autorizzato ad inquinare, a quando un regolamento, magari “in deroga” su quanto si deve produrre per essere autorizzati a far ammalare il prossimo?

Più inquini meno paghi - 02

Siti inquinati, alzati per decreto i limiti delle sostanze pericolose

Decreto Competitività, lo chiamano così. E come aumentare la competitività?
Semplice. Rendendo legale quello che prima non lo era. E come si fa? Semplice. Basta alzare le famose soglie limite fissate per legge. Tutto si può fare, basta stare nei limiti del consentito. Alzandoli, il gioco è fatto. Tutto torna ad essere consentito, per legge. Anche se prima era illegale.

Cosa prevede il Decreto Competitività? Leggiamo da l’Espresso:

Il punto più controverso riguarda i siti militari (circa 50 mila ettari in tutta Italia), inquinati da metalli pesanti e a volte, come mostra il caso del poligono di Quirra in Sardegna, di cui l’Espresso si è occupato più volte, anche da sostanze radioattive come l’ uranio impoverito .

Per risolvere il problema delle bonifiche, assai impegnative dal punto di vista economico, il decreto del governo pare aver escogitato un modo semplice e veloce: equiparare i valori consentiti a quelli delle aree industriali. In questo modo, pur interessando coste, boschi e zone di macchia mediterranea (come a Capo Teulada in Sardegna, o a Monte Romano nel Lazio) i livelli di inquinamento tollerati potranno essere notevolmente più alti rispetto ad aree verdi o residenziali.

L’articolo 13, comma 5, si legge infatti che per le zone militari “si applicano le concentrazioni di soglia di contaminazione di cui alla Tabella 1, colonna b, dell’allegato 5, alla Parte IV, Titolo V” del Codice dell’Ambiente.

In questo modo, solo per citare qualche esempio, lo stagno potrà avere un concentrazione nel suolo fino a 350 volte superiore, mentre potranno essere centuplicati i valori dei cianuri (da 1 a 100 mg/kg), così come il benzopirene o la sommatoria dei composti policiclici aromatici (etilbenzene, stirene, toluene e xilene). I fluoruri, anziché essere contenuti entro i 100 mg, potranno arrivare fino a 2000 mg per chilogrammo, ovvero 20 volte in più. Come il benzene, che rappresenta uno dei 113 agenti cancerogeni più pericolosi in base alla classificazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

Ma non è finita qui. Bisogna competere. Bisogna far ripartire il Paese. E come si fa? Semplice.

Si permette a chi più produce di inquinare di più i mari. Leggiamo:

Novità in vista anche per gli scarichi in mare di “solidi sospesi totali”, con cui si indicano le sostanze non disciolte presenti nelle acque di scarico. A essere beneficiata sarà tutta una serie di impianti industriali di grandi dimensioni come acciaierie, centrali elettriche e a carbone, cementifici, raffinerie, ma anche stabilimenti chimici, rigassificatori e inceneritori. “In tal caso – prevede il decreto – le Autorizzazioni integrate ambientali rilasciate per l’esercizio possono prevedere valori limite di emissione anche più elevati e proporzionati ai livelli di produzione“.

Tradotto: più si produce e più alto sarà il quantitativo che potrà essere scaricato in mare rispetto a quanto previsto attualmente dal Codice dell’Ambiente. Un aspetto particolarmente sentito dalle aziende, come mostra la vicenda della Solvay, l’azienda chimica belga che nei mesi scorsi ha patteggiato una multa proprio per aver sforato per anni i limiti imposti allo stabilimento di Rosignano (Livorno).

Più inquini meno paghi - 03

Per leggere l’articolo sul sito tzetze.it:  Cliccare qui

Da L’Espresso

Siti inquinati, alzati per decreto i limiti delle sostanze pericolose

Il dl Competitività prevede la possibilità di aumentare gli scarichi in mare degli stabilimenti industriali e prevede nuove tabelle per la contaminazione delle aree militari. Alzando fino a 100 volte i limiti di alcune sostanze cancerogene o pericolose per la salute. «Un colpo di spugna vergognoso sulle bonifiche» denunciano le associazioni ecologiste

di Paolo Fantauzzi

«Bisogna correre verso un’Italia più sicura e sostenibile sotto il profilo ambientale». Con la smania di cambiare verso all’Italia e dare un’accelerazione al Paese, sarà meglio fare attenzione che la corsa non porti verso il burrone dell’irreparabile. Nonostante l’ottimismo del ministro Gian Luca Galletti – che ha ribattezzato “Ambiente protetto” la parte di sua competenza del decreto Competitività – a spulciare fra le pieghe del provvedimento il nome scelto sembra infatti quanto meno eccessivo. Se non del tutto fuori luogo, come denunciano numerosi comitati e associazioni ecologiste.

Per leggere l’articolo sul sito de L’Espresso Cliccare qui

Resta il fatto che a forza di correre in questa maniera, senza riflettere, va a finire che ci porteranno a sbattere contro uno di quei muri che  lo ricorderemo per tutta la vita.

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2 thoughts on “Decreto Competitività … Trovato il rimedio alla mancata “Crescita”

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