Petrolio e Gas in Italia

Ucraina e gas, i micidiali errori dell’Ue. E la Russia avverte: “Potreste soffrire il freddo…”

La vendetta delle energie rinnovabili è un piatto che si consumerà al freddo e al buio, purtroppo. Avete presente i cervelloni di Bruxelles?

Gas Russo 02

A proposito di gas russo,   l’Ue si è tagliata il naso (e soprattutto ci ha tagliato il naso) per far dispetto alla faccia. Una mossa veramente magistrale…

L'Unione Europea

L’Unione Europea

L’Unione Europea ha mazziato le rinnovabili   ( le uniche  che gran parte d’Europa può produrre in modo “autarchico”) e parallelamente, sul fronte di Kiev, ha stuzzicato oltre ogni ragionevole limite la Russia, che fornisce un terzo circa del gas consumato nell’Ue.

I sullodati cervelloni di Bruxelles ritenevano di mettere in ginocchio l’economia russa con le sanzioni e soprattutto con i mancati incassi relativi alla vendita del gas agli Stati membri dell’Ue.

Errori clamorosi, errori miopi e grossolani.

Oltre ad aver stretto un contratto con la Cina per la vendita di gas (l’ho già citato  en passant), la Russia sta trattando la fornitura di gas ad vari altri Paesi asiatici.
Di conseguenza, dopo aver chiuso il gas all’Ucraina, ora la Russia avverte che in inverno potrebbe bloccare anche le forniture di gas in transito dall’Ucraina e dirette al resto d’Europa (è il 15% del gas che abitualmente consumiamo); la Russia avverte inoltre che potrebbe ridurre le consegne di gas ai Paesi europei impegnati nel “reverse flow”, cioè nella rivendita all’Ucraina gas di origine russa.

L’italiana Eni è stata la prima a farsi avanti per attuare il “reverse flow”.

Venerdì i grandi media italiani hanno fatto squillare le trombe e rullare i tamburi per la firma dell’accordo di associazione con l’Ue da parte di Ucraina, Moldavia e Georgia. Lo stesso giorno (ma tu guarda alle volte il caso…) Alexei Miller, il capo di Gazprom (il colosso russo del gas), ha pronunciato parole pesanti e importanti che tuttavia in Italia non hanno ricevuto particolare risalto.

Le riporta il Wall Street Journal.

Gas Russo 06 - The Wall Street

Per leggere l’intero articolo è necessaria la registrazione, che però è gratuita. In sostanza Miller ha detto (in corsivo le mie considerazioni): fra alcuni mesi (in inverno) l’Europa potrà avere problemi per il gas se l’Ucraina (che finora dipendeva per un terzo dal gas russo) non riesce a riempire i suoi stoccaggi (e senza il gas russo non ci riesce). Magari sentiremo dire che l’Ucraina ruberà il gas in transito destinato agli altri europei (in Ucraina d’inverno senza riscaldamento si muore letteralmente di freddo); l’ha già fatto nel 2006 e nel 2009 (gli inverni durante i quali la Russia interruppe le forniture di gas all’Ucraina per liti sul prezzo) e quel che è già accaduto accadrà di nuovo (nel 2006 e nel 2009 per impedire i furti la Russia interruppe anche le forniture di gas in transito dall’Ucraina e destinate al resto d’Europa).

Non solo. Il capo di Gazprom ha anche affermato: se inizia il “reverse flow”, se cioè altri Paesi europei rivenderanno all’Ucraina gas di provenienza russa, potremo prendere in considerazione l’idea di ridurre la quantità di gas vendute a questi stessi Paesi.

Fin qui il discorso di Miller. l’italiana Eni è stata la prima  operazione.

Shale Gas: L'Atomica della nuova Guerra Fredda

Shale Gas: L’Atomica della nuova Guerra Fredda

Detto in altre parole: l’Ue con il gas russo ha effettivamente commesso un suicidio energetico e noi europei ne pagheremo le conseguenze rimanendo – chi più chi meno – al freddo e al buio: gli Stati Uniti – checché se ne dica – non hanno gas da vendere e se anche lo trovassero dovrebbero innanzitutto realizzare le infrastrutture per ridurlo allo stato liquido e consegnarlo via nave all’Europa.

Ma il suicidio energetico dell’Europa ha danneggiato economicamente la Russia?

Contratto Con la Cina

Contratto Con la Cina

La risposta è no, i cervelloni di Bruxelles hanno sbagliato anche questo calcolo. Russia e Gazprom hanno risposto alle mosse dell’Ue con varie rapide contromisure: hanno firmato un contratto  con la Cina per costruire un gasdotto e venderle 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno; stanno trattando un altro mega contratto con la Cina nonchè l’aumento della vendita di gas liquefatto al Giappone e all’India.

Era il “nostro” gas e ora andrà in Asia. Se le cose quest’inverno si metteranno male come vari segnali lasciano intendere, sapremo chi ringraziare, lettori.

Per leggere l’articolo sul sito di Blogeko  Cliccare qui

Gas Russo 03

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Gas Russo 04

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