Ambiente/Inquinamento

E’ la città che inquina l’Ilva. E – udite udite – fra tutti i posti dell’Ilva, la cokeria è diventato il più sano e pulito.

Ilva, sei volte meno inquinata della città di Taranto

L'Ilva di Taranto

L’Ilva di Taranto

Da Il Fatto Quotidiano di Alessandro Marescotti del 3 luglio 2014

Record positivo dell’Ilva di Taranto: la cokeria praticamente non inquina più.
La cokeria era sul banco degli imputati, la raccontavano come un reparto malsano. E invece ora dobbiamo dire che è cambiato tutto. Gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) non hanno più il loro centro di diffusione nella cokeria dell’Ilva.

E’ la città che inquina l’Ilva. E – udite udite – fra tutti i posti dell’Ilva, la cokeria è diventato il più sano e pulito.

Nell’Ilva nel giro di pochi mesi è stata smentita la letteratura tecnico-scientifica che aveva sempre considerato la cokeria il posto più inquinato e più inquinante di un’acciaieria. Guardate qui, è un vero miracolo, i numeri parlano chiaro:

  • Cokeria  IPA  2
  • Direzione    IPA  8
  • Meteo Parchi  IPA  5
  • Portineria C    IPA  5
  • Riv1    IPA  7
  • Tamburi    IPA  12

I numeri sono in nanogrami a metro cubo. E’ tutto online sul sito dell’Apra Puglia. I dati sono quelli del 1° luglio 2014, i più aggiornati. La cosa che rincresce è che il miracolo potevano farlo prima, evitando che Vendola andasse sotto inchiesta e patisse 7 ore di interrogatorio.

Dovete sapere che dentro gli Ipa si annida quel micidiale benzo(a)pirene cancerogeno che – riferiva Archinà ai Riva – avrebbe fatto infuriare Vendola. “Così com’è l’Arpa Puglia può andare anche a casa perché hanno rotto”.

E il nodo erano proprio quei malefici nanogrammi. Vendola era proprio preoccupato per tutti quegli Ipa e per quel benzo(a)pirene.
Nel 2010 infatti uno zelante rapporto Arpa datato 4 giugno accusava l’Ilva di essere la fonte da cui proveniva il 99% degli Ipa del quartiere Tamburi. La sola cokeria emanava il 98% del benzo(a)pirene presente in quel quartiere, secondo quel rapporto Arpa che è poi diventato un punto nevralgico dell’inchiesta giudiziaria.

Dopo quattro anni da quel rapporto, ora tutto si è ribaltato. Grazie al miracolo, Ilva ha ora valori di Ipa sei volte inferiori della città. Non è una burla: sono dati ufficiali.

Cosa mai vista in nessuna parte del mondo.

Pur non rispettando l’autorizzazione Aia

l’Ilva ottiene risultati migliori di altre acciaierie che rispettano l’Aia.

Edo Ronchi, responsabile del piano ambientale dell’Ilva, ne va giustamente orgoglioso. “I dati – sono parole di Ronchi – non li invento io, sono quelli dell’Arpa. E se dicono che i tarantini godono dell’aria tra le migliori d’Italia, c’è da crederci”.

Ma la Divina Provvidenza ha fatto ancora di più: fra tutti i tarantini ha scelto di portare la sua grazia fin fra gli operai della cokeria.

Con soli 2 nanogrammi a metro cubo di Ipa (a cui corrisponde zero benzo(a)pirene) non solo lavorano ma hanno il privilegio di vivere in un’oasi di benessere.

Vivere con aria così buona non è da tutti. Quei lavoratori fortunati non avranno bisogno di una mascherina antismog, al limite la regaleranno a casa ai loro meno fortunati figlioli.

Ilva di Taranto

Ilva di Taranto

Per leggere l’articolo sul sito de Il Fatto QuotidianoCliccare qui

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