Progetti di Finanza e Grandi Opere

Tangenti alla Lega Nord in Veneto e indagini segrete? Zaia scrive al direttore de L’Espresso

L’articolo apparso su il settimanale L’Espresso e intitolato “Tangenti alla Lega in Veneto, c’e’ un’indagine segreta”, ha fatto sobbalzare sulla sedia il Presidente del Veneto Luca Zaia che ha deciso di inviare al Direttore responsabile della rivista una lettera nella quale puntualizza diverse questioni, ricordando che ha già provveduto a denunciare per calunnia chi lo accusa e ribadendo la sua estraneità sulla tangentopoli veneta.

La Doppiezza Leghista - 01

Da Bassano Più – Di Edoardo Andrein – 12 Giugno 2014

Di seguito il testo integrale della lettera, a cui speriamo seguano passi concreti di chiarezza da parte della lega Nord anche alla luce delle considerazioni a firma di Marco Milioni su Globalist, da noi riprese e rilanciate, col titolo “La doppiezza leghista sul caso Mose“. ( ndr Che per chiarezza riportiamo di seguito)

“Egregio Direttore, dispiace che non abbiate ritenuto di confrontarvi con me prima di procedere alla pubblicazione dell’articolo cui viene accostata maliziosamente una mia fotografia, ma sono peraltro certo che non avrete omesso di dire che ho provveduto a denunciare per calunnia il signor Belsito il giorno stesso in cui un quotidiano del Vostro gruppo, La Repubblica, ha dato notizia di quanto il signor Belsito avrebbe riferito a mio carico.

Denuncia alla quale e’ stata data la massima diffusione agli e dagli organi di stampa. Sono parimenti certo che avrete sottolineato come neppure il signor Belsito osi dire che io abbia ricevuto una qualche remunerazione.

Vorrete anche notare che successivamente alle dichiarazioni del signor Belsito, e a distanza di ben sei mesi dall’avvenuta pubblicazione dei verbali non sono stato raggiunto da nessun avviso di garanzia né sono a conoscenza della pendenza di nessun procedimento penale nei miei confronti. In ogni caso non posso che ribadire la mia totale estraneità a qualsiasi episodio corruttivo o anche la mia semplice tolleranza rispetto a fatti di questa natura.”

Per leggere l’articolo dal sito di Bassano Più – Cliccare qui

La Doppiezza Leghista - 03

La doppiezza leghista sul caso Mose

Da Bassano Più – Di Marco Milioni – 10 Giugno 2014

Da The Globalist

La Lega adesso punta l’indice contro la corruzione, ma non è verde tutto ciò che luccica.

La Lega Nord dopo l’esplosione del caso Mose ha nuovamente messo le mani avanti contro il malaffare inondando i giornali di una marea di distinguo e di «puntini sulle i». Il governatore veneto Luca Zaia ha chiesto di parlare con i magistrati facendo ipotizzare di avere qualcosa di importante da dire.

Ma perché non lo ha fatto prima? Non è proprio lui che tra il 2005 e il 2008 ha svolto la funzione di vicepresidente della regione? E non si è accorto di nulla?

Sarà un caso ma non fu proprio Zaia che dopo la sonora bocciatura della Pedemontana Veneta da parte del Tar Lazio, che ne descrisse l’iter autorizzativo come una sorta di golpe amministrativo, tuonò contro i comitati? Rei questi ultimi di far valere le loro ragioni in tribunale nel quadro più generale di «un eccesso di democrazia?».

La contestatissima Pedemontana, o Spv che si voglia, è una delle opere nate nel catino magico del sistema Baita, anche se poi, dopo una guerra di carte bollate è finita ad una compagine italo-spagnola, la Sis, ugualmente al centro di molte critiche. Lo stesso vale per la Valsugana bis. La stampa nazionale al riguardo riporta atti giudiziari che potrebbero innescare altre inchieste penali.

E che ne è della sanità? I media da giorni parlano di riflettori degli inquirenti puntati proprio sul mondo ospedaliero. Da anni i nosocomi veneti progettati, come le infrastrutture viarie, col sistema del project-financing, vengono fatte a pezzi da studi e proteste sul territorio di ogni tipo. Eppure Zaia, che pure ha avuto sul tavolo dossier scottanti, solo ora decide di andare dai magistrati.

Eppure nel biennio 2005-2007 un altro leghista rampante, Flavio Tosi, correntiziamente avverso a Zaia, non ha ricoperto proprio la carica di assessore alla sanità veneta? E quest’ultima non è ricoperta ora dal suo fedelissimo Luca Coletto? Ora certe stranezze, se ci sono state, un buon assessore le dovrebbe certo annusare. Specie se quest’ultimo è un assessore al bilancio, il che vale per il vicentino Roberto Ciambetti, sua la delega alle finanze. Da quest’ultimo però mai si è levato un j’accuse ad alzo zero per Chisso. Perché? E ancora, che dire dell’indagato (almeno sino a qualche anno fa, perché della sua indagine la procura di Vicenza non dice nulla) Marino Finozzi, accusato di truffa? Il vicentino Finozzi è l’ambasciatore del Veneto nel mondo. Bel biglietto da visita si dirà. Eppure Zaia contro il collega di giunta indagato non ha mai pubblicamente battuto i pugni sul tavolo. Come il centrosinistra per vero. Per qual motivo? Forse perché il 2010 era ancora preistoria e gli esponenti, minori o meno, dell’establishment si ritenevano ancora intoccabili? «Clandestino è reato» si leggeva sugli striscioni del Carroccio per le europee del 2014. Nei comizi il partito chiedeva interventi draconiani per chi sbarca senza carte. La stessa durezza senza appello è stata chiesta anche per i compagni di partito che sbagliano? O quando si tratta dei loro allora il “garantismo peloso” scudisciato da Mario Borghezio torna a far comodo?

Per leggere l’articolo dal sito Bassano Più – Cliccare qui

La Doppiezza Leghista - 04

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