Comune di Cassola/Informazione

Autovelox, multe per alcuni ma affare per altri: nel Vicentino ce ne sono 120, ciechi

Gli autovelox sono un tormentone incredibile su cui le nostre autorità si stanno giocando ulteriormente la loro già compromessa credibilità.

Velo OK 05

Da Bassano più – Di Giovanni Coviello – 09 giugno 2014

Da una parte ci sono le amministrazioni comunali che sistematicamente inventano modi “per far cassa”, disseminando il territorio di autovelox (e non solo) che moltissimi giudici riconoscono illeciti, dall’altra c’è il ministero dei Trasporti che ce la mette tutta per alimentare confusione, se non vere e proprie violazioni di legge (da parte dei Comuni come dei cittadini).

Il nuovo caso sono le circolari – nn. 1638 e 1870, rispettivamente dell’8 e del 18 aprile- che danno legittimità a quegli scatolotti vuoti che alcuni Comuni usano facendo finta che dentro ci sia una vera macchinetta autovelox e a scopo, si suppone, di prevenzione visto che le multe sono statisticamente improbabili.

A Vicenza e provincia sarebbero 120 circa i dispositivi installati ma solo due o tre sarebbero funzionanti. A turno. Non è che dietro l’acquisto di autovelox improduttivi, perché dotati solo a rotazione delle relative macchine fotografiche, si nasconde un altro affare per pochi a spese di tutti?

Le circolari dicono che, perché questi scatolotti vuoti siano legittimi, è sufficiente che ogni tanto vengano usati con dentro una vera macchinetta autovelox e che i cartelli che li preannunciano non mostrino marchi che trasformino il segnale in pubblicità.

Ma lo scorso 19 marzo il Capo di Gabinetto del ministro Maurizio Lupi scriveva al presidente dell’Anci, Piero Fassino, perché desse “ampia diffusione” ad un parere da lui diffuso (forte di nove risposte a richieste di forze di polizia, Comuni e associazioni di consumatori, dal 2010 al 2014) in merito: i finti autovelox “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada” e pertanto “non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione”; inoltre potrebbero rappresentare un pericolo poiché “la loro eventuale dislocazione a bordo strada dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata”.

A seguire, lo scorso 26 marzo, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, sul suo blog, in seguito ad alcune polemiche mediatiche, aveva scritto che “gli autovelox finti non possono essere comprati e installati dai Comuni. La limitazione alla velocità è prevista con appositi cartelli, previsti a livello europeo. Quei Comuni che stanno utilizzando questi finti autovelox se ne assumono la responsabilità”.

E allora, cosa dobbiamo fare? Continuare a far sì che siano sempre i giudici e la loro giurisprudenza a disciplinare i comportamenti da seguire per la sicurezza stradale, con conseguente intasamento dei tribunali?

Con, nel contempo, ovviamente, Comuni che ne approfittano “facendo cassa”, e cittadini e diritto vittime di Comuni, Amministrazione centrale e norme insufficienti?

Velo OK 01

Ne avevamo già parlato in un precedente articolo in occasione dell’installazione di questi marchingegni a Cassola, e avevamo postato anche un interessante servizio delle Jene e i documenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, li trovate al link successivo.

Comitato NO Gassificatore: Velo OK – Costano, ai comuni 3.000,00 Euro l’uno contro i 170,00 di mercato e non sono omologati!

“Velo Ok – Speed Check”: la polemica finisce su “Le Iene” di Italia Uno

Il Link al Video sul sito delle Jene

 

Il Sindaco dell’epoca, sollecitato dalla polemica venutasi a creare a livello nazionale così aveva risposto:

Polemica VELO OK: risponde il Sindaco Pasinato

24 marzo 2014

In merito alla polemica sui “Velo Ok” scatenata a livello nazionale da alcuni servizi del programma televisivo “Le Iene”, il sindaco di Cassola, Silvia Pasinato, precisa quanto segue in merito agli apparecchi recentemente installati nel territorio del suo comune.

“La scelta del Comune di installare questi apparecchi, che possono anche contenere strumenti dediti alla misurazione automatica della velocità, arriva direttamente a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini residenti, che lamentavano eccessi di velocità da parte delle autovetture in transito nel territorio comunale.

Detto questo, va chiarito da subito che i contenitori in questione non necessitano di per sé di alcuna omologazione, essendo già omologati i dispositivi di rilevazione che in essi vengono inseriti a rotazione. Se poi, come accade, in assenza di dispositivi di misurazione elettronica della velocità, svolgono anche la funzione di deterrenza, si tratta solamente di un’ulteriore, indubbio, vantaggio per la sicurezza dei cittadini.

E’ facile, dunque, immaginare che si tratti, al momento, di una semplice lacuna che il Codice della Strada potrebbe recepire tra non molto tempo (come accaduto, ad esempio, per i fari dei motociclisti, il cui uso il Ministero diceva di sanzionare).

Va poi evidenziato come la loro asserita pericolosità sembri essere molto fantasiosa. I velo ok, infatti, sono realizzati in policarbonato, esattamente come gran parte delle cuspidi, new jersey, ed altri dispositivi di sicurezza “passiva” presenti sulle autostrade. In caso di fuoriuscita di autoveicoli, motoveicoli o biciclette, gli stessi esercitano la funzione di air bag.

Fa specie, dunque, questo vero e proprio accanimento, anche da parte dei media nazionali, contro queste apparecchiature.

E’ davvero difficile abituare i cittadini, e noi per primi, ad andare più piano in auto, specie lungo le strade cittadine per tutelare, pedoni, ciclisti, anziani e bambini, oltre che noi stessi. E chi sta diffondendo queste notizie non ci aiuta certo in questo già complesso compito.

Come detto, la loro funzione è ritenuta perfettamente legale anche dal Ministero di competenza: il semplice “contenitore dell’apparecchiatura” (oggetto da sempre presente su strada senza alcun dubbio di regolarità) non è soggetto ad alcuna preventiva approvazione od omologazione, in quanto la stessa è prevista dal Codice della strada solo per l’apparecchiatura di controllo, non per l’involucro che la contiene.

Per questo non mi risulta che il Ministro abbia sostenuto la loro illegittimità. E questo, a differenza invece di quanto accadde per i T-red, i semafori con autovelox, per i quali si è dimostrata necessaria la presenza di un progetto e un’autorizzazione ministeriale. In quel caso, infatti, le poche amministrazioni che li hanno installati in modo improprio sono state costrette a restituire i soldi delle multe comminate agli automobilisti.

Probabilmente “Non Sapeva” che il documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sostiene la loro illegittimità e il ministro Lupi dichiara a voce ben chiara: “gli autovelox finti non possono essere comprati e installati dai Comuni. La limitazione alla velocità è prevista con appositi cartelli, previsti a livello europeo. Quei Comuni che stanno utilizzando questi finti autovelox se ne assumono la responsabilità”.

Link alla fonte dell’articolo:

Bassano Più – Confusione Autovelox multe per pochi affari per altri

Link ad articoli Correlati:

Comitato NO Gassificatore: Velo OK – Costano, ai comuni 3.000,00 Euro l’uno contro i 170,00 di mercato e non sono omologati!

Comune di Cassola: Risposta del decaduto sindaco di Cassola: Polemica Velo OK

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One thought on “Autovelox, multe per alcuni ma affare per altri: nel Vicentino ce ne sono 120, ciechi

  1. Pingback: Finalmente tutta la verità sui Velo OK | No gassificatore di rifiuti pericolosi e non a Cassola

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