Politichese e dintorni/Progetti di Finanza e Grandi Opere

I Padroni del Veneto ……

E’ di ieri l’arresto di 35 persone e di altre 100 indagate dalla magistratura per il caso “MOSE” di Venezia.

I Padroni del Veneto ……

Sicuramente non siamo noi, e lo spiega molto bene Renzo Mazzaro, l’autore del libro “I Padroni del Veneto” in un suo intervento dell’8-12-2013 a Città Aperta .

Tutto è partito con l’arresto di Giorgio Baita, e la storia non è sicuramente finita, ora il parlamento Italiano avrà il suo da fare per dare il consenso alla richiesta di arresto dei vari parlamentari, e, come se avesse predetto, due anni fa, quando il suo libro è stato pubblicato, quanto stà accadendo ora.

Il Filmato è abbastanza lungo, quasi due ore, ma, se ne avete il tempo, vale la pena ascoltarlo.

Ecco una breve riflessione di Francesco Jori, pubblicata sul Mattino di Padova nel giugno 2012.

I padroni del Veneto, per vent’anni

Splendori e miserie di una classe dirigente che ha giocato solo in casa e solo per se stessa

La Copertina del libro

La Copertina del libro

A un certo punto si è presi dalla singolare sensazione di stare leggendo il caro vecchio “Giornalino di Gian Burrasca” riscritto un secolo dopo, ambientato in Veneto anziché in Toscana, e con Giancarlo Galan nella parte di Giannino Stoppani. Già, perché il documentatissimo libro di Renzo Mazzaro I padroni del Veneto (edito da Laterza, 288 pagine, 16 euro) fresco di stampa, in certo qual modo è l’intreccio tra le vicende politiche ed economiche di questa regione nell’ultima ventina d’anni, e la personale ascesa e caduta del personaggio che l’ha governata per tre lustri recitando la parte del Gianburrasca in salsa locale.

Con una ricaduta che peraltro va oltre la cronaca: sulla scena nazionale, il Veneto poco contava all’inizio, poco conta oggi. Insomma, nulla o quasi sembra cambiato dalla celebre definizione di Sergio Romano che tanto irrita l’ex governatore: giganti economici, nani politici. Semmai, anche i giganti cominciano a non essere più tali, come annota con la consueta tagliente chiarezza Francesco Giavazzi, fedelmente riportato dall’autore.

La lettura del libro accompagna la puntuale ricostruzione di fatti e numeri con un ritmo incalzante: due caratteristiche che Mazzaro ha acquisito in una lunga e qualificata esperienza giornalistica, che l’ha portato a seguire gli accadimenti veneti e a scriverne con uno stile tanto più graffiante in quanto preceduto (cosa ormai rara, nella professione) da una meticolosa verifica sul campo. Lungo le pagine riemerge così il tumultuoso percorso della regione dopo la caduta della prima Repubblica.

Con retroscena di efficacissimo impatto. Come l’epurazione di Rosy Bindi nella fu-Dc del dopo tangentopoli, che colpì indiscriminatamente migliaia di amministratori locali di provato valore e di specchiata onestà, regalando voti e personale politico al centrodestra; e arrivando a veder sfumare una tutt’altro che improbabile vittoria nelle prime regionali dell’era Galan (1995) opponendosi alla candidatura di una Tina Anselmi sostenuta dall’intero schieramento. Altro esempio: la lunga sequenza di risse, contrasti e sgambetti interna a Forza Italia, che ha finito per causare al partito sconfitte altrimenti impensabili, da Verona a Vicenza a Padova. Con l’estromissione dell’unico che all’organizzazione lavorava sul serio e con eloquenti risultati, Giorgio Carollo.

Tutto ruota attorno a un Galan autocentrato, infastidito dai riti della politica compresa l’esigenza di cementare una vera struttura di partito, e che come scrive Mazzaro per quindici anni non ha avuto amici ma solo commensali. Un ex giovane promettente liberale della scuderia dei “Migliorini boys”, poi trasmigrato a Milano come dipendente berlusconiano di Publitalia; e che quando è tornato a casa, come spiega nel libro l’ex direttore regionale di Confindustria Francesco Borga, ha manifestato i limiti di uno che si era presentato in politica senza neanche sapere cos’era il Veneto. phpThumb_generated_thumbnailjpgGliel’ha dovuto spiegare una politica navigata e di sicuro spessore come Lia Sartori; anzi, come emerge dalle pagine di Mazzaro, ha fatto molto più. che spiegarglielo. Ma senza grande costrutto: anche quando il Veneto forzista, cosa mai vista, è arrivato ad avere tre ministri al governo (Brunetta, Galan, Sacconi) nessuno se n’è accorto, come spiega nel libro un forzista della prima ora, Leo Padrin. E come lamentano tanti amministratori.

La ricostruzione di Mazzaro arriva praticamente fin dentro la rotativa: il libro è aggiornato alle ultimissime vicende, incluse quelle legate al passaggio della Lega dal boom al flop, a uno Zaia che guida una Regione ingessata dal vecchio sistema di potere, a un Tosi che si prepara a subentrare al vertice del movimento dopo il regno di Gobbo, anche questo lungo quasi tre lustri. Ma dall’incalzare della cronaca ci sono due aspetti di fondo che emergono; ed entrambi di sapore amaro. Il primo è la persistenza di un Veneto che vota centrodestra da sempre: vista la debolezza della classe di governo locale, quel che colpisce è l’assoluta e devastante incapacità del centrosinistra di battere un avversario così scalcinato.

Il secondo è il fatto che in questo Veneto stanno girando, e ancor più gireranno, non semplici fiumi ma autentici Mississipi di soldi per una serie di opere pubbliche già cantierate o comunque in programma. Una fonte cui si abbeverano, come Mazzaro documenta con grande rigore, pochi eletti, per giunta sempre i soliti. Entrambi questi aspetti si inseriscono in una terra che un tempo era la locomotiva d’Italia, e che oggi è ridotta a un’arrancante vaporiera.

Dove un sempre più diffuso disagio sociale spazia dal massiccio assenteismo elettorale al preoccupante degrado economico, la cui punta d’iceberg è rappresentata dal suicidio di troppi imprenditori. Riusciranno a capirlo, i padroni del Veneto, o preferiranno continuare a spartirsi i comunque appetibili dividendi?

Quasi che fossero contenti di continuare a perdere e “gestire il lato B del potere nel Veneto”. Il risultato è un territorio distrutto da uno sviluppo caotico, crisi sociale, crollo economico.

Renzo Mazzaro

Renzo Mazzaro

Link alla fonte dell’articolo di Francesco Jorio: I padroni del Veneto, per vent’anni

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