Fracking e Shale Gas

Sboom del fracking negli Usa.

Nuova stima riduce di oltre il 60% il petrolio estraibile

(ndr) Non pensiamo solo alle elezioni comunali, è vero, avevamo ancora alcuni articoli già pronti, come ad esempio uno sull’Acquapark, uno su Via Marzabotto, un altro sulla rotonda sostituita da un semaforo pedonale, e un altro ancora sulle ultime concessioni edilizie lungo l’Ezzelina, ma ora, che il “feudo” è stato ripreso in mano dai cittadini, non sono più realistici e dovremmo cestinarli, nel frattempo, in attesa che altri argomenti “comunali” vengano ripresi sul nostro sito, riprendiamo la pubblicazione di articoli su temi ambientali che pur non toccandoci, ora, da vicino, consideriamo di notevole interesse.

Sbomm - 04

Ricorderete le bubbole sugli Usa “nuova Arabia saudita” grazie allo shale oil (detto anche tight oil), ossia grazie al petrolio estraibile con il fracking.

C’è una novità che fa ulteriormente a pezzi il mito.

L’Eia (Energy information administration), l’ente statunitense che fornisce i dati e le stime ufficiali a proposito di petrolio, gas ed affini, ha ammesso che nella formazione rocciosa Monterey della California ci sono giusto due gocce (due: non quattro) di petrolio estraibile col fracking.

Secondo le precedenti stime ufficiali, la formazione rocciosa Monterey custodiva oltre il 60% del petrolio statunitense estraibile col fracking. Dunque le riserve di shale oil statunitense risultano di colpo ridotte di conseguenza.

Uno sboom di tutto rispetto.

Sottolineo innanzitutto per l’ennesima volta che ora gli Usa sono importatori netti di petrolio.

Nonostante l’indubbio aumento della produzione dovuto al fracking, i loro consumi dipendono per circa il 40% dal petrolio proveniente dall’estero.

Ma gli Stati Uniti avevano costruito sogni di gloria sullo sfruttamento delle riserve del tight oil, che secondo l’ultima stima a livello nazionale pubblicata dall’Eia nel 2011 assommavano a ben 23,9 miliardi di barili, per il 64% custoditi nella formazione rocciosa Monterey in California (vedere pag. 4).

Il brusco risveglio dai sogni di gloria è annidato in un articolo pubblicato ieri dal Los Angeles Times. In sintesi: l’Eia si è accorta che il petrolio effettivamente recuperabile da Monterey è pari solo a 600 milioni di barili (milioni, non miliardi), e ha ridotto così del 96% le precedenti stime relative a Monterey stesso.

C’è molto petrolio effettivamente intrappolato nelle porosità delle rocce, dice in sostanza l’Eia, ma si trova ad una profondità troppo elevata per essere raggiunto con le tecniche attualmente disponibili.

Sbomm - 03

Link alla fonte dell’articolo:

Sboom del fracking negli Usa

Link ad articoli correlati:

Isole Paracel, Cina e Vietnam rischiano un conflitto armato per il petrolio ed il gas

Testa di trivella. Estrarre più petrolio e più gas, la ricetta di Prodi per “salvare” l’Italia

Spagna, esiste una relazione diretta fra i terremoti e lo stoccaggio sotterraneo di gas

Sbomm - 02

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...