Aggiornamenti dal fronte/Comune di Cassola

COMITATO NO GASSIFICATORE – QUALE DEMOCRAZIA?

Sono già trascorsi due anni da quando i paesi di Cassola e Rossano Veneto, ma non solo, sono stati messi in subbuglio dalle vicende relative al progetto di un gassificatore (inceneritore)  presentato alla Provincia di Vicenza da Karizia Tecnology s.r.l.

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Giorni convulsi, pieni di ansie e di rabbie represse, ma anche giorni di coesione e di responsabilità collettive.

Presentazione progetto Karizia

Presentazione progetto Karizia

Il Comitato “No gassificatore”, spontaneamente costituitosi subito dopo la presentazione del progetto Karizia ha cercato di coagulare e dar voce ai cittadini smarriti, sconcertati, ma nello stesso tempo infuriati per quanto si stava cercando di realizzare a loro insaputa.

E’ stato un elemento nuovo e dirompente, perché l’Amministrazione comunale si è trovata improvvisamente a fare i conti con dei cittadini esasperati che chiedevano spiegazioni e dichiaravano il loro netto rifiuto all’opera progettata.

Non ero a conoscenza

Non ero a conoscenza

Penoso l’atteggiamento della Amministrazione comunale nella vicenda: Tutti sono caduti dal mondo delle nuvole; nessuno sapeva nulla del progetto. Non abbiamo difficoltà a credere che anche gli assessori e consiglieri di maggioranza, come hanno con forza dichiarato, fossero stati tenuti all’oscuro di tutto, ma la cosa in sé è tanto più grave in quanto dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che la vera amministrazione di Cassola era un fatto monocratico del Sindaco Silvia Pasinato e del capogruppo di maggioranza Antonio Pasinato, non una collegialità di gruppo.

Che poi padre e figlia non fossero al corrente di tutto non l’ha mai bevuta nessuno: quale imprenditore butterebbe 600-700 mila euro di progettazione senza aver prima interpellato chi di dovere?

Del resto sappiamo bene quante volte il Pasinato si sia incontrato con il progettista e con i soci di Karizia tecnology e come con loro

Gassificatore a Monaco

Gassificatore a Monaco

sia pure stato a Monaco di Baviera a visitare un impianto dello stesso tipo di quello proposto, anche se costituito da un solo modulo, invece che da quattro moduli come quello che ci volevano piazzare tra Cassola e Rossano Veneto.

Certo la vicenda ha messo in evidenza alcuni aspetti molto significativi e, per la nostra concezione di rappresentanza amministrativa cui sono deputati i consiglieri eletti, piuttosto negativi.

Se è vero che all’unanimità ufficialmente il Consiglio comunale di Cassola si è dichiarato contrario al gassificatore, è purtroppo altrettanto vero che il gruppo di maggioranza non ha mai aderito alle pubbliche manifestazioni organizzate dal comitato e seguite sempre da una parte notevole della popolazione.

La marcia del Silenzio

La marcia del Silenzio

Si è solo presentato al gran completo alle assemblee pubbliche del Vivaldi, forse per accertarsi che non li attaccassimo come possibili responsabili della vicenda. Alle biciclettate per le strade di Rossano e di Cassola, solo consiglieri di minoranza; alla marcia del silenzio   tanta gente, alcuni consiglieri di maggioranza di Rossano, consiglieri di minoranza dei due paesi, ma nessun amministratore di maggioranza di Cassola (Il Sindaco Silvia Pasinato ci ha risposto che non credeva alle processioni contro il gassificatore: peccato perché le avrebbe fatto bene stare dalla parte e in mezzo alla sua gente e riflettere sulle parole profetiche di Tonino Bello a proposito di territorio e del rispetto che ne dobbiamo; chissà come mai poi sei mesi più tardi come Sindaco ha organizzato la grande manifestazione con la veggente di Mejugorje?  ); alla manifestazione a Vicenza   dal Presidente della Provincia, oltre alle minoranze e a diversi consiglieri di maggioranza di Rossano Veneto, solo il Vicesindaco Miotti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Cassola.

Purtroppo il distacco tra i cittadini e l’Amministrazione è stato da subito evidente: ogni volta che ci si incontrava a discutere e proporre qualcosa i termini erano: “Noi…Voi” cioè netta distinzione di azione non sintonia e collaborazione paritaria.

Questa distinzione, che ha di fatto a breve messo in contrasto i cittadini con l’Amministrazione, ci ha dimostrato che la gestione monocratica, di cui abbiamo fatto cenno, era un dato acquisito e che gli Amministratori, anzi il Sindaco e il padre, si sentivano depositari di una delega in bianco, ottenuta con la vittoria elettorale del 2009, ad agire di propria iniziativa in qualsiasi situazione.

Per quanto ci riguarda credevamo, e ne siamo tutt’ora convinti, che il consenso elettorale sia un incarico di rappresentanza e come tale, a parte l’ordinaria amministrazione, richieda un confronto costante tra amministratori e cittadini su temi e scelte di rilevanza generale.

Ecco perché ad un certo punto i rapporti tra Comitato e Sindaco divennero freddi e un po’ alla volta sempre più tesi. Karizia Tecnology alla fine ritirò il progetto del gassificatore: il Sindaco vantò la cosa come un proprio successo. Anche se sapevamo come erano andate realmente le cose, non ci importò aprire polemiche: ci interessava che il gassificatore non si facesse.

Nel frattempo era in ballo la famosa delibera che doveva vietare su tutto il territorio comunale l’insediamento di nuove realtà produttive particolarmente inquinanti o pericolose per la salute.

Il giorno della delibera

Il giorno della delibera

Non si arrivava mai a capo di nulla, perché il censimento delle aziende richiedeva tempo, perché gli avvocati non avevano ancora preparato la delibera e avanti con finzioni del genere, Finalmente si giunse a stabilire una data   e la base della delibera fu quella del Comune di Loria.

Ma fino alla fine l’Amministrazione tentò di inserire un articolo che di fatto annullava l’oggettività delle decisioni, trasferendole ad una commissione presieduta dal Sindaco.

Ci furono momenti di tensione e ritenemmo di dover chiamare a raccolta la gente per mostrare all’ Amministrazione che non eravamo disposti a finzioni inutili. La gente rispose, ma con essa anche le misure di polizia richieste dal Sindaco.

Come se i cittadini di Cassola e Rossano fossero dei sovversivi rivoluzionari ad attenderli in sala consigliare e fuori in piazza erano presenti tutti i vigili urbani, i carabinieri, la polizia di stato in divisa e in borghese e, ciliegina sulla torta, un reparto antisommossa in completa tenuta da scontro (casco, scudi, manganelli) appositamente chiamato da Bologna, per controllare gli inermi e pacifici cittadini che solo chiedevano il rispetto delle promesse avute.

Hanno tentato di farci credere che la misura fosse di prassi, ma le cose non stanno così; soprattutto per quanto concerne il reparto celere. Grazie Silvia per le risposte democratiche che sai dare ai tuoi concittadini!

Dal quel consiglio comunale in poi ogni collaborazione tra comitato e Amministrazione praticamente si dissolse.

Il Comitato, che voleva essere una civile aggregazione di cittadini sensibili capace di porsi all’occorrenza anche con funzione informativa e, perché no, di stimolo per i concittadini ed eventualmente per gli amministratori su particolari temi legati alla corretta gestione del territorio, si ritrovò ostacolato e penalizzato in ogni occasione.

Uno dei molti verbali

Uno dei molti verbali

Naturalmente, ben sapendo che le difficoltà di un comitato sono per lo più di carattere economico perché le spese sono quasi sempre a carico dei soci aderenti, hanno provato a stroncarci colpendoci su tale versante, tentando di rifiutarci il Vivaldi per gli incontri informativi organizzati per la cittadinanza o facendocene pagare l’uso, rifiutandoci talvolta la gratuità dei manifesti di convocazione o facendoci multare per più di 1.500.00 Euro per averli esposti anche dove prima d’allora non vi erano stati problemi.

Non parliamo degli attacchi personali   ad alcuni membri del comitato anche dagli scranni del Consiglio comunale, approfittando del fatto che gli interessati non potevano rispondere perché il pubblico ai consigli comunali può solo ascoltare ma non intervenire.

All’Amministrazione Pasinato evidentemente non piaceva che un comitato si permettesse di esprimere eventuali dissensi o di ricercare ed evidenziare qualche abuso o qualche possibile pericolo per la comunità dovuto a scelte più individualistiche che comunitarie.

Lo abbiamo sempre detto senza mezzi termini: un comitato non avrebbe senso di esistere, se le Amministrazioni di ogni grado, operassero sempre nella correttezza e trasparenza.

Quando si forma un comitato, significa che è nato un problema, un malessere tra la gente e l’amministratore intelligente dovrebbe coglierne il segnale.

Rapportarsi, confrontarsi, decidere insieme in tal caso sarebbe saggezza; rifiutare il confronto, chiudere le porte a soluzioni mediate è segno di personalismo e di autoreferenzialità che allontana i cittadini.

Il comitato non intende smantellarsi, perché ritiene di aver dato un apporto di aiuto alla Comunità di Cassola in un momento importante della sua realtà territoriale. Potrà cambiare nome e finalità specifica, nella speranza che il problema gassificatore sia risolto per sempre, ma una sua funzione di vigilanza, di stimolo e di informazione pensiamo continui ad avere significato, vista la mole di problemi presenti sul territorio.

Noi speriamo che in occasione delle elezioni la gente tenga presenti le vicende di questi ultimi anni e che aldilà delle belle parole del Sindaco uscente sappia misurarne la reale trasparenza e democraticità..

Naturalmente il rapporto con la prossima Amministrazione, che ci auguriamo comunque non sia la precedente, sarà corretto ma schietto ed anche critico all’occorrenza, perché i cittadini hanno il diritto e il dovere di far sentire la loro voce ed il loro pensiero anche oltre la tornata elettorale.

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