Comune di Cassola

Acquapark …. non si fa per via delle infiltrazioni …………………….. mafiose però!

La Cosbau, ascoltando alcune dichiarazioni, è fallita perché lo stato non paga i propri fornitori e perché c’era stato un tentativo di infiltrazione della ndrangheta, vi risulta?

Il video , trasmesso il 14 marzo u.s. nel corso del TG Regionale.

Insomma, ancora una volta nessuno ha colpe, era destino, non è colpa loro, non è colpa della ditta, ma solo dello stato, in qualità di pessimo pagatore dei propri debiti e della “ndrangheta”.

acquapark

Rammentiamo, per i distratti, che la data di inizio lavori o posa della prima pietra risale al mese di marzo 2009, partiamo da questa data, vediamo di chiarire e procediamo con ordine …..

Sulla vicenda, sono tutt’ora in rete e visionabili, parecchi articoli di giornali, e di questa supposta infiltrazione se ne è discusso perfino in parlamento nel corso del dibattito “Infinito” che non è un modo di dire per far notare che parlano parlano e non finiscono mai, ma era il nome dato dalle forze dell’ordine all’operazione che ha portato alla luce infiltrazioni della “ndrangheta”.

Inizieremmo con le ultimissime dichiarazioni, che, sembrano voler coprire le responsabilità dell’amministrazione in questa vicenda, ma ……………. Chissà perché, quando sentiamo parlare del grande ritorno economico che ci sarebbe stato ci viene spontaneo un dubbio: forse non sanno che trattasi di opera in progetto di finanza e come tale l’opera, se finita, probabilmente sarebbe stata gestita dalla ditta costruttrice, finanziatrice della Mega opera con 15 milioni di Euro, a fronte di soli 3.000.000 messi dal comune, da cui, il ritorno economico, ammesso e non concesso che ci fosse stato, pensate veramente che sarebbe finito nelle casse del comune?

A tale scopo sarebbe interessante leggere il contratto onde poter verificare le condizioni economiche, visti i precedenti, mai più vorremmo che il contratto seguisse la falsa riga del contratto per la Pedemontana.

Per caso è stato secretato anche questo?

Mai paura, se ci date l’indirizzo del notaio o del commercialista che lo ha in custodia si manda qualcuno a prenderlo.

E’ doveroso però constatare come realtà operative e perfettamente funzionanti realizzate in paesi limitrofi siano costate molto, ma molto, meno con risultati ben differenti.
La piscina di Rosà, ad esempio, che oltre alla costruzione base ha ammodernato ed ampliato la struttura nel corso degli anni non ha speso più di 5.000.000 di Euro, con tariffe d’accesso concordate tra il Comune e l’ente che gestisce la struttura.

Bassano, altro esempio, Acquapolis sono partiti con i lavori un anno dopo e finito dopo solo un anno di lavoro, con un esborso da parte delle casse comunali di 1,2/1,7 milioni di Euro, e non di 18 milioni di cui 3 del comune, tralasciamo volutamente i 36.000 mq di terreno il cui valore intrinseco non è trascurabile.

Ma torniamo ai conti …….

In un documento della Camera dei Deputati e dal Senato della repubblica Italiana, – XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI, tra le altre cose, si legge:

Senato

………. La Cosbau, con sede legale a Nalles (BZ), uffici amministrativi a Mezzocorona (TN) e con capitale sociale di euro 6 milioni, era specializzata nella progettazione e nella realizzazione di opere edili civili e industriali, di medie e grandi dimensioni ………..
………. La società, pur avendo un fatturato di 66 milioni di euro, era fortemente esposta con le banche e versava in gravi difficoltà finanziarie, a causa dei crescenti interessi passivi sui finanziamenti ottenuti …….

I nostri parlamentari ne sanno più degli incaricati dal comune di Cassola alla verifica della situazione finanziaria della Cosbau …. Ma il bello di questo documento deve ancora venire.

Se volete leggere tutto il documento (circa 16 pagine) lo trovate nel link a fondo articolo.

Analizziamo i debiti della Cosbau sulla base della relazione del curatore fallimentare, che riportiamo integralmente e nuovamente al link in fondo all’articolo.

Tribunale di Bolzano

Debiti verso dipendenti – 1.932.516,06
Debiti verso banche – 31.164.904,98
Debiti verso fornitori – 35.167.176,36
Debiti verso professionisti – 1.266.541,96
Debiti verso Erario – 2.491.741,65
Debiti verso Enti Previdenziali – 936.421,54
Altri debiti – 1.571.102,35

Tralasciamo volutamente i seguenti debiti in quanto qualcuno potrebbe obiettare, ma sono comunque soldi che il Curatore Fallimentare a inserito nella lista dei “debiti”.

 

Fondo rischi per contratti leasing – 1.000.000,00
Debiti potenziali per fidejussioni – 3.981.062,91
Spese di Procedura – 1.600.000,00
Spese in Prededuzione – 1.329.349,91

Stiamo parlando di una situazione debitoria pari a circa 74.000.000 di euro, a fronte di queste cifre, non vorrete farci credere che l’esposizione con i fornitori e le banche sia successiva alla firma del contratto con il comune di Cassola spero!
Teniamo presente che nell’antecedente documento del Senato scrivono, “…. pur avendo un fatturato di 66 milioni di euro, era fortemente esposta con le banche e versava in gravi difficoltà finanziarie, a causa dei crescenti interessi passivi sui finanziamenti ottenuti…….” , solo questa frase dovrebbe essere sufficiente per far capire anche ai più scettici che qualcosa nei controlli fatti, o fatti fare, dal comune di Cassola non ha funzionato.

A fondo pagina il link con tutta le Relazione del Procuratore Fallimentare

Acquapark 2

Restiamo ancora sul tema dei conti ….

Andiamo avanti ….. del caso se ne occupò anche Bassano net, più precisamente il giorno 8 febbraio 2011, quando L’associazione “Liberamente Cassola” trasmette in redazione una nota sul blocco del cantiere del maxi-impianto natatorio di Cassola.

L’articolo è così titolato “Le acque stagnanti dell’Acquapark”

Tra le altre cose si legge …

Le Acque Stagnanti………. si limitava a ripetere le stesse cose che andava dicendo da mesi: “Cosbau in liquidazione”, “…stiamo cercando una ditta che subentri nei lavori”, “…è stato un grande “affare” da parte dell’Amministrazione che con soli 3,5 milioni di euro si porterà a casa un’opera da 18 milioni …….. (ndr Un grande affare …… e quando se la portano a casa l’opera, forse e diciamo forse perché il contratto non lo ha visionato nessuno, fra 30 anni …… e questo sarebbe un grande affare? )

…….. L’unica notizia aggiuntiva è che stanno valutando come incrementare l’investimento, aumentando magari i servizi presenti nella struttura……….. (ndr per favore, diteci che è solo uno scherzo)

………. Se non altro comunicare ai cittadini che proprio nel mese di dicembre 2010 è uscita la relazione ufficiale del Commissario che su nomina del Tribunale di Bolzano segue la liquidazione del Concordato Cosbau SpA………..

(Comunicare ai cittadini? Questo si che è uno scherzo, quando si comunica, generalmente, lo si fa solo per evitare “Incomprensioni, Fraintendimenti e Strumentalizzazioni” non lo sapevate? non hanno neanche detto che eravamo stati iscritti nell’albo delle “Incompiute” tra l’altro)

Ovviamente, solo due giorni dopo, non poteva mancare la risposta dell’amministrazione comunale, della quale si fa interprete l’ex sindaco Antonio Pasinato su questo articolo del 10 febbraio 2011.

La RispostaAcquapark, la risposta di Pasinato

L’ex sindaco di Cassola replica al gruppo “Liberamente Cassola” sulla vicenda della Cosbau e del cantiere bloccato. “E’ scandaloso che si butti fango utilizzando frasi di una relazione riferita ad aspetti diversi dalla vicenda Cassola”

E di seguito tutta una serie di date e cifre che dovrebbero dimostrare la bontà della loro scelta.

A questo articolo risulta esserci un solo commento “firmato con nome e cognome e non con un nick name”, ne riportiamo alcuni brani.

……… E’ incredibile! E’ incredibile che perfino di fronte all’evidenza il nostro Antonio Pasinato neghi l’innegabile e, ma questo è un suo vizio ricorrente, minacci querele…………………

…………… E’ vero che la relazione è stata scritta nel 2010 (e ci mancherebbe anche che fosse stata scritta negli anni 2006-2008!) ma si riferisce proprio agli anni PRECEDENTI alla stipula della convenzione per il progetto Acquapark……………………

………. A pag. 5 della relazione, al paragrafo “Cause del dissesto” si legge: “Già al momento del conferimento dei rami di azienda da parte delle società fondatrici, la struttura finanziaria della Cosbau S.p.A. risultava squilibrata a causa del pesante indebitamento. Soltanto il 15,5% delle attività era finanziato con capitale proprio, mentre quasi tutto il resto era finanziato da prestiti bancari.” (ndr esattamente come riportato sul documento del Senato) ………………..

………… Siamo alla fine del 2005! Altro che, come sostiene Pasinato, “l’attuale situazione debitoria di Cosbau si è sviluppata soprattutto tra il 2009 – 2010 in periodi ben lontani dagli anni 2006 / 2007 /2008 periodo in cui si è istruita a Cassola la pratica Acquapark”………..

A fondo pagina troverete i link per poter  leggere gli articoli per intero.

Vediamo ora questa “Infiltrazione” della “ndrangheta”

Un interessante articolo, a firma Paolo Baron, viene pubblicato dal “Mattino di Padova” si fanno i nomi dei politici (tanto per cambiare) coinvolti, delle ditte, dei soldi transitati e molto altro.
Paolo Baron . 13 marzo 2013 – Il Mattino di Padova

Ne riportiamo alcuni brani, giusto per chiarire, il resto lo potete leggere al link a fondo pagina.
Il Mattino di Padova

Quattro indagini e un solo indirizzo – Il Mattino di Padova 13 marzo 2013

Il Mattino di Padova

……… Quattro indagini di procure diverse: Venezia, Milano, Napoli, Catanzaro. Decine di persone coinvolte: manager, politici, commercialisti, faccendieri in odore di ’ndrangheta, imprenditori. Una miriade di società: partecipate, cancellate, chiuse e riaperte in altre città, o ridisegnate nel loro assetto ……

…… via Guglielmo Pepe 12, Venezia-Mestre. Terraferma. È da lì, da via Pepe, che si dipanano, o transitano, le quattro indagini che finora hanno portato, negli ultimi tre anni, a scoperchiare il malaffare in Veneto. Perché da via Pepe? Perché, per esempio, in via Pepe c’era lo studio di commercialisti Bpv al cui interno (fino all’epoca delle indagini) operavano Paolo Bellamio ed Enrico Prandin, professionisti molto noti in Veneto …………

………la procura di Catanzaro nel dicembre scorso ha chiesto il rinvio a giudizio di Gavioli, Faggiano, Tonetto, Prandin, Bellamio e altri per le attività di raccolta dei rifiuti urbani e di gestione di una discarica di Enerambiente svolta in Calabria …………

…… via Pepe 12 è l’indirizzo di due società (una chiusa) riconducibili a Roberto Di Bisceglie, faccendiere foggiano, …

…… nell’inchiesta denimonata “Infinito” e condotta dal pm Ilda Bocassini, è attore insieme ad altre
persone, tra cui Giovanni Barone della scalata di due società la Perego Strade di Milano e la trentina Cosbau, con le quali partecipare all’acquisizione di appalti pubblici……

…. Roberto Di Bisceglie, oltre a ricoprire il ruolo di coordinatore per il Veneto del Partito democratico cristiano, si presenta “come il segretario dell’ex onorevole Gianni Prandini”, Dc della prima ora

…… sottosegretario di Stato nel primo governo Craxi e ministro per quattro volte. L’ultima nel settimo governo Andreotti, ai lavori pubblici. Anno 1991, data dello scandalo: tangenti Anas per le opere autostradali. Prandini incassa una condanna in primo grado a sei anni e quattro mesi, per poi uscirne pulito in Appello»…….

…«Nel frattempo, però, per la sua mediazione “il segretario dell’ex ministro democristiano” intasca oltre 300 mila euro. (ndr erano 300.000.000 di lire all’epoca e furono, sembra, ripartiti tra esponenti di spicco della politica Veneta di quegli anni ) ……..

…………. Nel 2010, il gip di Milano disporrà il sequestro di quel denaro e Di Bisceglie finirà indagato per concorso nella bancarotta della Perego strade ……

Questo giusto per inquadrare alcuni personaggi della storia ed il periodo in cui essa maturava.

Sempre dal documento della Camera dei Deputati e dal Senato della repubblica Italiana, – XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI, tra le altre cose, si legge

…….. Ma l’aumento di capitale era fittizio e l’operazione falliva, a causa dell’impossibilità di realizzare il « titolo di garanzia » dell’importo di 10 milioni di euro, che la Pharaon Group Italia Srl aveva conferito per l’aumento di capitale della Cosbau Spa …………..

…………. In realtà, si trattava di un titolo « in affitto », come lo definisce il Pavone, come tale inidoneo ad essere realizzato in tutto o in parte, frutto solo dei maneggi truffaldini del duo Di Bisceglie, tanto che, in data 17 dicembre 2009, la Royal Bank of Scotland comunicava ufficialmente alla Pharaon Group Srl che la documentazione inerente il titolo di garanzia era contraffatta ………

I dirigenti della Royal Bank of Scotland si accorgono che qualcosa non andava, sembrerebbe proprio la fine di una scalata mai iniziata, possibile mai che gli Scozzesi si accorgono che i conti non quadrano e in Italia a pochi chilometri di distanza nessuno “Si accorge” di niente?

Se volete leggere tutto l’articolo trovate il link a fondo pagina.

Precedentemente avete letto che Roberto di Bisceglie (ex DC e fornitore di tangenti per i politici Veneti) è la stessa persona a cui la Royal Bank of Scotland rifiutò il titolo a garanzia per la scalata alla Cosbau, da cui, sembrerebbe che il tentativo c’è stato ma è abortito ancor prima che venisse messo in atto, così come scritto da un articolista dell’Adige.it un giornale indipendente del Trentino che scrive:

L'Adige

…….. «La titolare dell’indagine ha già sentito la collega Boccassini. È stato escluso il dato più preoccupante, quello della infiltrazione come fenomeno attuale. Ma il tentativo certamente c’è stato» ………..

A fine pagina il link all’articolo.

Concludiamo questo breve escursus della vicenda Acquapark, speriamo di essere stati abbastanza chiari, la mole di informazioni è talmente vasta che si rischia di mettere troppa carne nel braciere e alla fine si brucia tutto, ma una cosa sembra essere chiara, limpida, cristallina, l’operazione non è stata gestita come avrebbe dovuto essere e, nonostante le affermazioni di chi vorrebbe addossare la colpa allo stato o alla ndrangheta, a nostro avviso la colpa se di colpe stiamo parlando ma potrebbero anche chiamarsi “Assunzione di Responsabilità” sono di chi probabilmente ha gestito con pressappochismo, superficialità e un pizzico di mania di grandezza tutta la spiacevole vicenda, peccato che i cittadini residenti di Cassola, ancora una volta, dovranno metter mano nelle proprie tasche per pagare errori commessi da altri, che magari sono residenti a Roma.

lavori-rifacimento-aiuole-viale-Kennedy-via-Cavour02Ora si parla di ridimensionamento dell’opera, magari si penserà di realizzare solo la piscina e dare in appalto le “opere complementari”, insomma ci sono 36.000 metri quadri di buona terra edificabile, ma veramente vogliamo lasciarli li inutilizzati, magari a parco così occorreranno anche i soldi per tenerli in ordine? …. Per carità, che non sia mai, sarà meglio prevedere un po’ di negozi, un Beauty Center, un bel parcheggio e 4, anzi no, mi voglio sprecare, facciamo 10 alberi con aiuola intorno, mi raccomando perà al massimo di 70, 80 cm., e se proprio avanza un po’ d’erba la diamo in concessione a qualche industria, così possono dichiarare che hanno la zona a verde, “de localizzata”, ma prima ci sono le elezioni, e solo allora vedremo chi, purtroppo per lui, si ritroverà tra le mani questa patata bollente e si dovrà dar da fare per risolvere i problemi, anche finanziari, dovuti “All’Incompiuta”.

La buttiamo lì, non è che per caso, ma solo per caso naturalmente, la “ndrangheta” voleva si scalare la COSBAU,  (e sicuramente non L’Acquapark srl)  in quanto assegnataria di numerosi appalti per la ricostruzione in Abruzzo, ma poi, quando “I Contabili” hanno visto i conti si è tirata indietro?

I LINK:

XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI 

Procedura di concordato preventivo ai sensi dell’art. 160 e seguenti del R. D. 16.03.1942 n. 267 – Società “Cosbau S.p.A. in liquidazione”, con sede in Mezzocorona (TN), località Pineta n. 8, codice fiscale 01948070220.

Bassano.net – Le acque stagnanti dell’acquapark

Bassano.net – Acquapark, la risposta di Pasinato.

Bassano.net – Acquapark, si riparte

Quattro indagini e un solo indirizzo – Il Mattino di Padova 13 marzo 2013

L’Adige.it – La Cosbau Mezzocorona nel mirino della mafia

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One thought on “Acquapark …. non si fa per via delle infiltrazioni …………………….. mafiose però!

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