Comune di Cassola

Pasinato & c. – Il pozzo di Rossano è al sicuro, ne siete così certi?

Ancora una volta i nostri amministratori non si smentiscono e perseverano nella loro politica di distruzione del territorio con tutti gli annessi e connessi.

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L’articolo del giornale è ben chiaro, e rispecchia, nei toni e nelle parole le loro intenzioni, andare avanti, avanti sempre e comunque, ad ogni costo, imponendo la crescita dei soliti “pochi” a probabile, anzi sicuro danno dei cittadini, non fosse altro che per la diminuzione del valore immobiliare degli edifici che circondano (e sono molti) il deposito di rifiuti pericolosi e non, ma se i cittadini ci rimettono pensate che a “loro” possa interessare qualcosa?

 Zero spaccato, come dicevano i maestri tanto tempo fa, il piano è chiaro, limpido, cristallino, creare una zona industriale ove il trattamento dei rifiuti sia l’attività principale, pensate a quanti soldi circoleranno, incentivi, CIP6, detassazioni, agevolazioni per il comune gravato da questi stabilimenti e altro ancora, insomma una marea di soldi molto facili, il tutto a scapito dei cittadini di Cassola, Rossano e forse anche di Galliera.

Quanto accaduto in regione poco importa, ovviamente l’obbiettivo non è la salvaguardia della risorsa naturale per eccellenza, l’acqua.

Gli esempi ci sono, ma non servono a nulla quando si vuole negare l’evidenza, ed a questo siamo ben abituati purtroppo, eccone alcuni, anche in questi casi le carte erano a posto, i progetti “perfetti” e tutto era stato timbrato e vidimato da chi di competenza.

Veleni nelle Falde
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Ci ripetono, fino alla nausea che il gassificatore non si farà, ma nel frattempo spingono per la realizzazione dello stabilimento per il trattamento dei rifiuti pericolosi e non, noi non dimentichiamo che il proprietario di quella attività nella sua visura camerale ha indicato, tra le altre attività dichiarate, anche la realizzazione di inceneritori, per cui fatto uno presto si fa a fare l’altro, magari in deroga, magari con un distinguo o forse con un bell’accordo aperto al privato per via dell’emergenza stradale, la zona rientra nel campo di applicazione dei famosi cerchi da due chilometri.

Questo “fortuito caso” lascerebbe la gestione dei territori non più ai sindaci, ma alla regione, e i sindaci si salvano la faccia di fronte ai cittadini, che al contrario subiscono.

E comunque, sullo stesso tono sono state le dichiarazioni, fatte a suo tempo, dal sindaco di Cassola Silvia Pasinato, “Le Carte sono a posto, ci sono tutte le firme e i timbri necessari” in questa occasione era rappresentata da suo padre, l’ex senatore e sindaco Antonio Pasinato, (il quale oltre ad essere il capo gruppo di maggioranza ha avuto la delega a rappresentare il sindaco in questa occasione, probabilmente il vice sindaco aveva altri impegni, così come l’assessore all’ambiente), ma poco importa, il risultato, probabilmente, sarebbe stato lo stesso, d’altra parte come ascoltato più volte in consiglio comunale, e con questo non vogliamo dire sia vero, “A cassola non si muove foglia che Pasinato non voglia” (gassificatore docet) per cui, chi altro poteva essere presente ad un appuntamento di tale importanza.

Che il pozzo sia al sicuro è nostra opinione, e varie relazioni lo confermano, non lo crediamo affatto, anzi, sono proprio le carte a darci ragione, quelle carte con i timbri e le firme a posto che “loro” continuano a citare quasi come testimoni della correttezza delle loro scelte, facciamo però presente che sono proprio le carte a mostrare come l’inquinamento della falda sia probabile, probalissimo, quasi certo, e andiamo a dimostrarlo, ancora una volta.

In data a noi sconosciuta, la ATO Brenta da incarico all’ETRA di redigere una relazione per quanto concerne il pozzo di Rossano Veneto e la relativa falda da cui viene alimentato, l’Etra a sua volta da l’incarico al dott. in geologia applicata Andrea Sottani, il quale, dopo accurati studi presenta il 7 novembre 2012, questa relazione.

Link alla relazione:  Relazione ATO Brenta

Il geologo mette in evidenza tutti i possibili rischi a cui potrebbe andare incontro la falda e di conseguenza l’acqua potabile attinta dal relativo pozzo, e mette, nero su bianco, alcune prescrizioni a cui il costruttore dovrebbe ottemperare (neanche prese in considerazione dalla regione) di seguito alcuni estratti della relazione.

 

AREA DI RISPETTO

AREA DI RISPETTO

PRECAUZIONI MINIME

PRECAUZIONI MINIME

E già qui non ci siamo, purtroppo, la regione, nonostante tale relazione sia in loro possesso da oltre un anno, si è ben guardata dal “Recepirla Ufficialmente” probabilmente giace in qualche cassetto, così come le moltissime cose che i cittadini fanno presente ma che le autorità costituite “dimenticano” insomma è come dire, si lo sappiamo il rischio esiste ed è stato dimostrato, ma siccome la relazione che lo dimostra non è stata ufficializzata facciamo finta di niente, a al diavolo i principi di precauzione e protezione dell’acqua potabile.

La cosa più strana però è che nella relazione del dott. Sottani, ci sono riferimenti specifici anche ad una tavola relativa ad una’altra relazione, quella dei dott.ri Altissimo, Schiavo e Sottani già in possesso della provincia nel lontano 2001 “Programma provinciale di Previsione e Prevenzione dei rischi – Rischio Risorse Idropotabili” , ma forse anche questa non vale, è stata recepita solo dalla Provincia e non dalla Regione, è vecchia, è passata di moda, come i famosi accordi tra Comune di Cassola e Provincia, che credevano sepolti, invece li abbiamo riesumati, ma essendo datati “dicono non abbiano più valore”.

La stessa fine, naturalmente, ha fatto la relazione del dott. Droli, geologo di fama internazionale, redatta su incarico del “Comitato NO Gassificatore” (ma secondo voi, anche se fosse stato il vangelo stesso, poteva andare bene?).

Questa seconda relazione ricalca all’incirca quella redatta per conto dell’ATO Brenta, in particolare però fa presente che un eventuale incidente, pur se imprevisto, come tutti gli incidenti che non accadono mai, è sempre dietro l’angolo e le cronache di questi ultimi tempi relativi a inquinamenti vari di pozzi e falde nel Vicentino dovrebbero far riflettere gli amministratori, che al contrario li escludono.

Chissà da chi hanno avuto queste previsioni, qualsiasi incidente che potrebbe provocare l’inquinamento della falda che, lo ricordiamo, vista la conformazione del terreno e la velocità dell’acqua di falda porterebbe all’inquinamento del pozzo in tempi brevissimi, solo 39 gg. contro i 365 previsti per legge, ma questo, dicono i ben informati, non avverrà mai.

Addirittura la relazione del dott. Droli venne contestata dall’ufficio di Vernizzi in quanto, secondo loro, inesatta, ovviamente non era esatto che fosse inesatta, una successiva comunicazione chiarificatrice all’ufficio di Vernizzi rimetteva (crediamo) le cose al loro posto, ma comunque sempre inutilmente.

Qui alcuni estratti “illuminanti” della relazione del dott. Droli:

Estratto dalla Relazione del dott. Droli

Estratto dalla Relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Estratto dalla relazione del dott. Droli

Link alla Relazione Completa:  Relazione dott. Droli

Infine, ma non perché le incongruenze siano finite, ma solamente per non tediare ancora i nostri lettori vi pubblichiamo un’estratto del PAT di Cassola, “Norme Tecniche” art. 39 Aree non servite da rete fognaria”, e come ben sapete la rete fognaria delle acque bianche in quella località non esiste.

Norme tecniche PAT di Cassola - art. 39 - AREE NON SERVITE DALLA RETE FOGNARIA

Norme tecniche PAT di Cassola – art. 39 – AREE NON SERVITE DALLA RETE FOGNARIA

La richiesta di realizzare un depuratore non era forse in linea con quanto da loro stessi previsto?

Eppure non va ancora bene.

Forse va bene solo quello che dicono loro, che vogliono fare loro, che pretendono di fare loro, e ancora una volta “Io so io e voi nun sete un c####?” Probabilmente così è e così sarà fintanto che noi, i cittadini buoi li lasceremo fare.

E siccome anche noi, come dice qualcuno degli eletti, siamo falsi e bugiardi, non vogliamo smentirli, e invece di finire l’artico andiamo avanti con altre due cosette.

Valutazione del progetto da parte del comando dei VVFF:   Valutazione Comando Provinciale dei VVFF

Estratto dal parere del comando dei VVFF

Estratto dal parere del comando dei VVFF

Parere igienico sanitario della ULSS n.3:  Parere ULSS n.3

Estratto dal parere della ULSS n.3

Estratto dal parere della ULSS n.3

E come potete leggere è stato tutto rispettato a partire dal progetto per finire alla realizzazione, peccato però, un vero peccato, che tutte le cosidette “acque bianche” cioè quelle inquinate, quelle pericolose, quelle che dovrebbero passare per un sistema di depurazione che non è ritenuto necessario saranno scaricate “DIRETTAMENTE AL SUOLO

Non ci credete?

Guardate l’estratto del progetto di lottizzazione della Ecotrasporti e altre ditte.

Lottizzazione

Lottizzazione

Lottizzazione Particolare in rosa “TUBAZIONI DISPERDENTI”

Lottizzazione Particolare in rosa “TUBAZIONI DISPERDENTI”

Lottizzazione Legenda in rosa “TUBAZIONI DISPERDENTI”

Lottizzazione Legenda in rosa “TUBAZIONI DISPERDENTI”

Ecco,ora abbiamo finito, almeno per il momento, ritenete anche voi che tutte le carte siano a posto?

Forse si, forse no, ma quasi certamente chi doveva leggere e studiare quelle carte probabilmente era CIECO, SORDO e MUTO, o forse nessuno si è degnato di leggerle.

Di sicuro avrebbero fatto una più bella figura, risparmiandosi di far notare al sindaco di Rossano, preoccupato per l’acqua che forse andranno a bere i suoi concittadini, che non è l’acqua ad essere in pericolo, ma che di pericoloso esiste innanzi tutto “Il Comitato” che notoriamente è molto inquinante per chi, anche approfittando della posizione che occupa, vuole fare i suoi comodi.

Hanno anche aggiunto che sono altre le realtà che potrebbero inquinare la falda e si troverebbero a Rossano, dimostrando così di non aver visto le carte, letto i rapporti e in modo particolare la planimetria della falda, forse erte persone si credono onniscienti, ma di onnisciente c’è solo nostro Signore, o forse tra noi abbiamo qualche “unto” dal Signore che si reputa più in alto perfino di Lui?

E, concludendo, visto che si disquisisce di “unti” dal Signore, possiamo avere un paio di visioni anche noi?

La prima ci fa vedere il proponente dell’iniziativa andare presso gli uffici dell’Etra, munito di relazioni “perfette, senza errori e omissioni” a firma probabilmente del progettista della Karizia e di Ecotrasporti, dell’Ing. Rigoni (lo ricordate? È quello che aveva dimenticato di inserire le abitazioni nelle planimetrie del gassificatore ed era lo stesso che diceva che non vi erano camini) insomma, si recherà con questa relazione dall’ing. Svegliado dell’Etra a chiedere l’autorizzazione di poter scaricare le acque bianche nelle fogne nere.

AUGURI VIVISSIMI !!!!

Dato il permesso al primo dovranno darlo a tutti, e in zona ce ne sono di ditte inquinanti, e quando le fogne nere saranno intasate, corrose e distrutte e probabilmente l’acqua di fogna salirà dai vostri bagni, l’Etra dovrà riparare, sostituire, ampliare e chi credete ne subirà i disagi ed i relativi costi? Gli eventuali danni non potranno mai essere riconosciuti, i liquami non hanno un papà ben definito, per cui tanti colpevoli = nessun colpevole.

La Seconda:

Il nome Pasinato (come si sussurra in paese nei soliti bar) sarà, senza alcuna ombra di dubbio, presente alle ormai prossime elezioni, se non si fida del vice sindaco neanche per una riunione del genere, pensate davvero che possa fidarsi di altri per la gestione del regno di Cassola?
E siccome saremmo noi quelli inquinanti, falsi e bugiardi ne mettiamo una terza, oggi le visioni girano bene.

La Terza

Già qualche tempo fa a Cassola girava la voce (specialmente in certi bar) che quel pozzo lì era secco, improduttivo e inutile, niente di più falso naturalmente, vogliamo scommettere una cena di pesce che prima o poi qualcuno chiederà di chiuderlo per un qualche motivo che ancora non è chiaro?
Per qualcuno sarebbe l’ideale, risolverebbe tutti i problemi e lascerebbe mano libera su tutto il territorio, tanto, un pozzo in più un pozzo in meno, cosa volete che sia di fronte alla “Crescita”, specialmente se il pozzo si trova a casa d’altri.

Link ad articoli correlati:

Richiesta di riapertura VIA per Ecotrasporti ed eventuale sospensione cautelativa

Al Prefetto di Vicenza e al Ministero dell’Ambiente

Falso d’autore o semplice distrazione?

Gassificatore di Cassola è veramente una storia finita?

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2 thoughts on “Pasinato & c. – Il pozzo di Rossano è al sicuro, ne siete così certi?

  1. Pingback: Torna d’attualità il Pozzo di Rossano Veneto | COMITATO NO GASSIFICATORE DI CASSOLA

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