Consumo di Suolo - Cementificazione/Informazione

SE CASSOLA E’ MESSA MALE, BASSANO E ASOLO NON SORRIDONO!

«Basta costruire. In città ci sono 3.400 case vuote»

SE CASSOLA E’ MESSA MALE BASSANO E ASOLO NON SORRIDONO!

Ma vogliamo, finalmente, svegliarci e togliere dalle mani di chi “stà attuando una speculazione edilizia di proporzioni inimmaginabili” il nostro territorio?

URBANISTICA. L’allarme lanciato dalla lista “Un’Altra Bassano”: «Potrebbero ospitare più di diecimila persone eppure continuiamo a volerne edificare di nuove. È ora di ripensare la pianificazione del territorio»

06/04/2013

Una veduta dall’alto di quartiere San Vito, il più popoloso della città

BASSANO. La crisi svuota le case e ormai a Bassano gli appartamenti sfitti sono più di 3 mila 400. Gli affitti non scendono e le famiglie scappano alla ricerca di case più a buon mercato. Considerando una media di tre residenti per abitazione, significa che in città mancano all’appello oltre 10 mila persone. Un dato, questo, sul quale i consiglieri comunali di “Un’Altra Bassano”, Riccardo Poletto e Paola Facchinello, chiamano l’Amministrazione a riflettere. «I numeri – commenta Poletto – vanno ben oltre il tasso fisiologico per una città di 40 mila abitanti, fissato attorno ai 1500 locali sfitti. Ancor più preoccupante è l’incremento registrato dal 2001 a oggi. In dodici anni il numero degli appartamenti abbandonati è cresciuto di oltre mille unità». In attesa che la crisi allenti la morsa, si attende un censimento degli immobili sfitti, che la Giunta si era impegnata a realizzare poco meno di un anno fa. «Alla fine del giugno scorso – spiega Poletto – è stata approvata una mozione che chiedeva al Comune di censire gli edifici inutilizzati. Lo consideriamo un passaggio fondamentale per pianificare il futuro del territorio, perché senza la conoscenza di quanto esiste di edificato e di quanto di questo sia utilizzato, non si può programmare seriamente». La mozione prevedeva di realizzare il censimento in sei mesi. Ora Un’Altra Bassano chiede i risultati.  «I numeri in nostro possesso – prosegue Poletto – sono esorbitanti a sufficienza per procedere con i piedi di piombo di fronte ad ogni richiesta di nuove edificazioni. Di conseguenza, abbiamo chiesto che quanto prima vengano presentati in commissione urbanistica i dati completi, con analisi dettagliate sulla tendenza degli ultimi anni, sulle situazioni quartiere per quartiere». Il passaggio successivo, secondo Poletto, sarà presentare i risultati alla popolazione e quindi avviare una pianificazione partecipata del futuro del territorio.

Tutti i particolari sul Giornale in edicola.

Lorenzo Parolin

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/493313_basta_costruire_in_cittci_sono_3400_case_vuote/?refresh_ce

APPELLO PER ASOLO

CONTRO LA SPECULAZIONE E LA SCALTREZZA

DI CHI NON VEDE IL FUTURO

ASOLO-PAT02 

Riprendiamo l’appello di Daniele Ferrazza ex Sindaco di Asolo che lancia l’allarme sull’adozione del PAT di quel comune e vi invitiamo a diffonderlo, è inoltre possibile firmare la petizione.

Si tratterebbe dell’ennesima vicenda a dimostrazione che chi continua a scegliere il consumo di suolo come finto strumento di un finto sviluppo è il vero nemico del Veneto, del suo territorio, della sua gente e delle sue risorse. Noi del CoVePA aggiungiamo una noticina sulla reale utilità della Superautostrada Pedemontana Veneta, che si manifesta sempre di più come strumento di decontestualiazzazione e strada di speculazione fondiaria.

Cari Amici, rivolgo questo appello a tutti coloro che amano Asolo e il suo paesaggio, che conoscono il suo centro storico – straordinario campiello veneziano in terraferma -, a tutti coloro che apprezzano queste colline e la campagna circostante, a tutti coloro che considerano questa città il proprio personale “posto delle fragole”. Naturalmente, e prima di tutti, ai novemila cittadini di questo Comune considerato tra i Borghi più belli d’Italia. Sono stato Assessore alla Cultura e al Turismo tra il 1999 e il 2004 e Sindaco tra il 2004 al 2009. Per l’amore che provo per questa parte d’Italia non intendo lasciare nulla di intentato per difenderla dall’aggressione e dal saccheggio di un manipolo di persone, senza storia e senza scrupoli di coscienza.

In queste settimane si sta consumando, nel più assoluto silenzio, la scelta del nuovo Piano di Assetto del Territorio, in pratica il nuovo strumento urbanistico la cui valenza si estende ai prossimi vent’anni. Nessuna pubblica assemblea, nessuna forma di pubblicità, nessun tipo di partecipazione è stato attivato.

Il nuovo Piano di Assetto del Territorio prevede la possibilità, tra la zona collinare e la pianura, di realizzare ben 285 mila metri cubi di nuova edificazione residenziale, in pratica più di settecento villette (di 400 metri cubi ciascuna) o più di mille appartamenti (di 90 metri quadrati).

Un’assurdità, considerando che il precedente Piano regolatore generale, approvato nel 1998, prevedeva già nuovi insediamenti per 150 mila metri cubi, mai richiesti dal mercato e quindi mai realizzati. Parte di queste costruzioni potranno essere realizzate in campagna e in collina grazie al sistema della “Edificazione diffusa”, un criterio che, facendo leva sul pretesto della “casa del figlio”, consente di costruire nuove abitazioni in un contesto di case sparse in zona agricola. Altro che riduzione dello sprawl.

Non solo. Nonostante il Comune di Asolo disponga già, in tre aree diverse (quale programmazione!), di 62 ettari di zone industriali e artigianali, il nuovo PAT ne introduce una nuova con un’estensione di trenta ettari, giusto ai piedi della collina che ospita la Rocca. Vi è prevista la possibilità di costruire ben 720 mila metri cubi di nuovi capannoni.

Complessivamente, dunque, il nuovo Pat rovescia sulla campagna e sulle colline asolane poco più di un milione di nuovi metri cubi di cemento, tra edilizia residenziale e insediamenti industriali. Come se coprissimo di villette e condomini lo spazio di ventisette piazze San Marco a Venezia! Ne abbiamo veramente bisogno? E’ questo lo sviluppo che intendiamo? E’ questa la vocazione di un territorio come quello di Asolo?

Basta guardarci attorno: siamo circondati da un paesaggio devastato di case e capannoni senza soluzione di continuità. Una buona parte di questi volumi sono sotto utilizzati o addirittura abbandonati e non trovano domanda sul mercato. Il futuro di Asolo non è nella direzione di un generico e incoerente ulteriore sviluppo edilizio, ma di un piano strategico che valorizzi la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, le produzioni agricole di qualità, le attività produttive ad alto valore aggiunto e il terziario avanzato. Nel nuovo Pat non vi è cenno alcuno al futuro del centro storico: né alla sua valorizzazione né al sistema dell’accessibilità e dei parcheggi.

A compiere questo autentico delitto è un’Amministrazione comunale, espressione del partito della Lega Nord, eletta nel 2009 con il 36% dei voti e che ha successivamente perduto per strada tre dei suoi dodici consiglieri. A meno di dodici mesi dalla scadenza del proprio mandato. Noi pensiamo che la scelta del nuovo Piano di Assetto del Territorio di Asolo debba essere lucida, trasparente, frutto di un’elaborazione alta e partecipata: alla discussione vi devono contribuire i cittadini, le associazioni, gli urbanisti, le università di tutta Italia. Soprattutto, deve essere un cantiere sempre aperto alle nuove idee, ai molti giovani che portano un approccio originale, ai contributi che possono venire dalle migliori intelligenze che il territorio sa esprimere.

Aiutaci a fermare questa scelta. Condividi questo appello, “In difesa di Asolo”, con i tuoi contatti e la tua rete di relazioni.Grazie di cuore!

Daniele Ferrazza

http://wwwcovepa.blogspot.it/2013/04/daniele-ferrazza-appello-per-asolo.html#more

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A parole i nostri amministratori sono tutti indistintamente a favore di una “crescita” sostenibile, a favore dell’ambiente, dell’agricoltura, della vivibilità del territorio e dell’incremento del turismo, ma poi ………

https://gassificatorecassola.wordpress.com/2013/01/31/se-ne-sono-accorti-anche-ai-piani-alti/

Poi, quando si guarda ai fatti, le cose sono esattamente l’opposto di quanto si ascolta, e si continua a concedere cambi d’uso da agricolo ad industriale “in deroga” a quanto invece arebbe concesso,

la SAU (Superfice Agricola Utilizzata)

è in via di estinzione a favore di

una speculazione edilizia di proporzioni inimmaginabili,

 

come ha detto da poco Carlo Petrini, fondatore di “Slow Food”, vogliamo lasciarli continuare? 

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