Progetti di Finanza e Grandi Opere

PROJECT FINANCING, STRUMENTO LETALE

Project financing, strumento letale

Il nuovo ospedale di Mestre, costruito in project financing, col contributo finanziario dei privati, non è stato un buon affare per la collettività.  A guadagnarci sono state solo le imprese, in particolare la Veneta Sanitaria di Baita.

Lo sostiene il Movimento 5 stelle,  che ha inviato un corposo dossier alla Corte dei Conti “Abbiamo scritto anche al presidente della Regione Zaia” spiega il consigliere comunale Piacella “Da quel buco nero si potrebbero ricavare risorse per la sanità”.

Piacella è un ex primario ortopedico, di sanità se ne intende. Il gruppo di lavoro ha studiato i conti dell’ospedale, avviato nel 2000 dalla giunta Galan.   Lavori affidati all’Associazione temporanea di imprese Mantovani, Astaldi, Cofathec, gruppo Gemmo. Gestione affidata alla Veneta Sanitaria-Finanza di progetto.

Il Project in sanità è un strumento letale” titola il dossier del M5S: per costruire l’ospedale

i privati hanno messo 140 milioni di euro, di cui 120 chiesti alle banche.

In cambio hanno ottenuto la gestione dei servizi alberghieri e degli esami di laboratorio, per 24 anni. “Ma il costo a carico della Regione è di 399 milioni di euro di cui 124 di iva”

Il business per i privati è di 1,2 miliardi di euro in 24 anni.

Tutto questo per aver anticipato 20 milioni! Il mutuo poteva farlo la Regione, ci avrebbero guadagnato.

La segnalazione era stata inviata al direttore dell’ASL 12 Padoan nel 2011 “Avevamo chiesto un incontro, per illustrare la possibilità di risparmiare soldi della collettività, rivedendo la convenzione” dice Pianella “ma non ci ha mai ricevuto. Secondo l’ASL i soldi si sarebbero spesi lo stesso. In realtà negli anni futuri pagheremo il 21% di Iva anziché il 10%”

Un sistema di finanza privata che in tanti vogliono rivedere.

La Nuova Venezia – Alberto Vitucci.

Tratto da: Tera e Aqua

E ora che i soldi arrivano con il contagocce, dove verranno tagliate le spese per la sanità, visto che i contratti in essere non possono essere toccati?

La Regione continuerà a pagare la Veneta Sanitaria per 24 anni, ma i cittadini, saranno costretti a rinunciare ai servizi  che pagano con le loro tasse per foraggiare i Progetti di Finanza?

E quando, inevitabilmente, come già successo per il passante di Mestre, sulla Pedemontana Veneta o sulla Nuova Valsugana il traffico non garantirà più gli introiti che avevano previsto chi pagherà, di nuovo, la differenza, sempre la Regione, sempre noi, sempre i soliti, ma l’utile di chi, senza nulla rischiare e con i soldi prestati dalle banche, DEVONO essere garantiti.

Quando per percorrere 10 o 15 km. di questa preziosissima strada saremo costretti a pagare 5 o 10 o anche più Euro, avremo le complanari, sempre che riescano a finirle,  intasate, ma in cambio la superstrada sarà sicuramente scorrevole.

Giù le mani dalle nostre strade, si nostre, sono già interamente pagate, come la Gasparona, dalle nostre terre e dai nostri soldi, basta con i facili guadagni alle nostre spalle. È ora di finirla con questo metodo che va a discapito della nazione intera.

 

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