Aggiornamenti dal fronte

GASSIFICATORE: Lettera della Federazione Provinciale Coldiretti di Vicenza

Pubblico la lettera inviata ai sindaci da Cassola e Rossano dalla Federazione Provinciale Coldiretti di Vicenza, in merito alla realizzazione dell’impianto di gassificazione della Karizia.

Oggetto: Progetto Definitivo e Studio di Impatto Ambientale relativo alla realizzazione di un Impianto di Recupero di materie da rifiuti non pericolosi e pericolosi sito in comune di Cassola. OSSERVAZIONI.

Il sottoscritto Diego Meggiolaro, in qualità di Presidente della Federazione Provinciale Coldiretti di Vicenza, a nome e per conto dei propri associati, con la presente è a formulare le Osservazioni della scrivente Federazione relativamente alla procedura di VIA del progetto in oggetto indicato. La preoccupazione è grande nel vedere che si sta chiedendo di poter realizzare un impianto industriale di recupero dei rifiuti in un’area tipicamente agricola, ancorché destinata dalla pianificazione urbanistica locale a fini produttivi.

Un impianto di siffatte dimensioni può avere effetti su un’area molto estesa e non soltanto nell’intorno dell’impianto stesso e con il tempo intaccarne l’agricoltura e quindi anche l’economia agricola ma probabilmente anche la salute dei residenti. Dal punto di vista agricolo, nell’area la ridotta dimensione aziendale ha portato le aziende a specializzarsi nella produzione degli ortaggi, dei quali l’asparago è il simbolo più conosciuto, Asparago Bianco di Bassano che è peraltro protetto dal marchio DOP. Oltre agli ortaggi nell’intorno dell’area troviamo anche aziende zootecniche prevalentemente di bovini per la produzione di latte che viene utilizzato anche per la produzione di formaggio “Grana” e formaggio “Asiago” entrambi caratterizzati dal marchio DOP. La zona DOC di Breganze arriva fino al Bassanese. Le ciliegie IGP di Marostica si coltivano pure nell’area del Bassanese. L’Agricoltura Biologica sta prendendo sempre più piede e l’attività agrituristica è diventata una possibilità di integrazione del reddito più che concreta anche nell’area sottesa a quella dell’impianto.

Coldiretti lavora per fornire ai cittadini un prodotto sano e di qualità, di provenienza certa, meglio se a Km 0, e questo prodotto non può che generarsi in un ambiente sano e integro. Sottolineiamo a questo proposito quanto stabilisce l’art. 21 della Legge di Orientamento, che così recita:

Art. 21.Norme per la tutela dei territori con produzioni agricole di particolare qualita’ e tipicita’

1.Fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dal decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389, e senza nuovi o maggiori oneri a carico dei rispettivi bilanci, lo Stato, le regioni e gli enti locali tutelano, nell’ambito delle rispettive competenze:

a) la tipicita’, la qualita’, le caratteristiche alimentari e nutrizionali, nonche’ le tradizioni rurali di elaborazione dei prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine controllata (DOC), a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP) e a indicazione geografica tutelata (IGT);

b) le aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell’agricoltura biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991;

c) le zone aventi specifico interesse agrituristico.

2. La tutela di cui al comma 1 e’ realizzata, in particolare, con:

a) la definizione dei criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, di cui all’articolo 22, comma 3, lettera e), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dall’articolo 3 del decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389, e l’adozione di tutte le misure utili per perseguire gli obiettivi di cui al comma 2 dell’articolo 2 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 1997;

b) l’adozione dei piani territoriali di coordinamento di cui all’articolo 15, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, e l’individuazione delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti ai sensi dell’articolo 20, comma 1, lettera e), del citato decreto legislativo n. 22 del 1997, come modificato dall’articolo 3 del decreto legislativo n. 389 del 1997. La legge di orientamento è nata per interpretare in modo innovativo e al passo con i tempi l’esercizio dell’attività agricola, rivedendo il concetto di imprenditore agricolo e innestando nuove possibilità reddituali per le aziende agricole, in connessione con l’attività agricola vera e propria seppure in modo non prevalente. E’ in ragione di questa tutela dell’agricoltura che il legislatore si è fatto di carico di individuare tra gli impianti che possono essere di ostacolo all’esercizio di un’agricoltura di qualità, proprio gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. Ora, che nell’area ci sia un’agricoltura di qualità e prodotti tutelati da DOC, DOP, IGT, ecc.. è fuor di dubbio e l’elenco sopra riportato è solo indicativo e non certo esaustivo; che sia conflittuale la presenza dell’impianto per il recupero (smaltimento ?) dei rifiuti per il quale è stata avviata la procedura di VIA in provincia è altrettanto fuor di dubbio, visto che la stessa legge citata pone la questione sul tappeto e il fatto che gli enti preposti non abbiano individuato aree dove tali impianti non si possono fare non è motivo sufficiente per dire che l’area scelta è adatta. In ragione di quanto sopra, con la presente siamo a chiedere che venga prodotto una integrazione documentale del progetto al fine di dimostrare che l’area scelta per l’impianto è adatta e non confligge con l’esercizio delle attività agricole presenti e protette da marchi di tutela.

In attesa di questa integrazione, che deve poi essere valutata nelle sedi opportune, e della quale vorremmo essere edotti, manifestiamo per ora la nostra contrarietà al progetto che rimarrà tale se dopo i dovuti approfondimenti la ininfluenza dell’impianto sulle attività agricole e sulla salute dei cittadini non verrà dimostrata con dati oggettivi oltre ogni ragionevole dubbio. Distintamente Il Presidente Federazione Coldiretti Vicenza Diego Meggiolaro

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2 thoughts on “GASSIFICATORE: Lettera della Federazione Provinciale Coldiretti di Vicenza

  1. grande c’e la coldiretti con noi,ed a portato articoli che potremmo usare in sede legale.ed dopo un’attenta lettura la si puo usare benissimo.si specifica benissimo della tutale del territorio.e anche dei cittadini.
    grande v……..o karizia o come cavolo si chiama.
    mi raccomando andate a votare ancora i pasinato.mi raccomando.a ve bato tutti.

  2. finalmente sono giunti ad un intervento deciso ed importante, ora speriamo che anche altre realta’ abbiano il coraggio di farsi sentire.
    Forza ragazzi e’ un’iniezione di fiducia per andare avanti con il nostro lavoro!
    Abbiamo raggiunto e superato quota 32 mila visitatori oltretutto, dai che la gente si sveglia per le nostre manifestazioni!
    Avanti con la biciclettata!

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